Il coronavirus e il tempo per farci decantare

Ho iniziato a scrivere questo post con l’intenzione di parlarvi di una cosa, ma poi mi sono lasciato trasportare dai pensieri e ho pensato di scrivere invece del tempo che abbiamo a disposizione per farci decantare. Di che sto parlando? Datemi tempo e in modo logorroico e sconclusionato ci arriverò.

C’è un passaggio de “Le colpe del nero” che amo particolarmente. È un passaggio brevissimo, al massimo una decina di righe, dove parlo di un uomo seduto sulla riva del mare che con le mani agita il fondale. Nulla di geniale, ma lo cito perché è una costante dei miei pensieri. Si tratta di un’immagine che mi ha sempre affascinato perché rappresenta la quiete che si trasforma in caos per tornare poi quiete. A ogni tempesta corrisponde sempre un periodo successivo di assestamento.

Tu quando sei in mezzo a quella tempesta non puoi fare altro che lasciarti andare, farti trascinare e sperare che tutto vada bene. Ecco, in questi giorni sto ragionando proprio su questo.

Alessandro Baricco, durante un’intervista che ha rilasciato, diceva con pudore una cosa che secondo me abbiamo pensato in molti, ovvero che questi giorni, seppur con tutte le criticità che ci sono e che ci saranno, hanno un qualcosa di piacevole. La stessa cosa, con la stessa premessa, me l’ha scritta un’amica su whatsapp: “è un’opportunità questo tempo sospeso, in un certo senso”.

Sì, è vero, è difficile e sarà durissima anche quando potremo finalmente riprendere la nostra vita quotidiana, perché dovremo affrontare delle difficoltà che stiamo ancora sottovalutando o facendo finta di non vedere, ma nel dramma ci stiamo riappropriando di qualcosa. O almeno questo vale per me.

L’agenda fitta non ci permetteva di curare le nostre passioni, di portare avanti i nostri progetti, di fermarci un attimo per riflettere. Adesso, invece, che siamo in mezzo alla tempesta e non possiamo fare altro che attendere abbiamo il tempo per pensare, ascoltare, scrivere e leggere. Immaginare cose da fare e strumenti nuovi da utilizzare.

La tempesta prima o poi finirà e dovremo tornare a vivere la nostra quotidianità. Forse saremo costretti a mettere da parte quel che in questo periodo ci ha fatto sopravvivere con serenità, forse invece avremo la forza per custodirlo in modo diverso. Sì, perché in fondo la quiete si trasforma in caos per tornare poi quiete. Una quiete diversa perché i granelli di sabbia non tornano dove erano prima, ma si adageranno nuovamente sul fondale.

Insomma, il tempo in più che abbiamo a disposizione in questi giorni, se speso bene, non è mai tempo perso.

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2 pensieri su “Il coronavirus e il tempo per farci decantare

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