Recensione Dylan Dog: Candiweb albo 424

Da nove mesi non leggevo un albo di Dylan Dog. A me la rivoluzione di Recchioni non è piaciuta perché ha stravolto quel mondo narrativo senza salvaguardare le fondamenta. È arrivato, è salito sulla ruspa e ha demolito tutto. Così il migliore amico dell’indagatore dell’incubo diventa suo padre, ci troviamo davanti a un Dylan sposato e poi divorziato e ha addirittura ammazzato Groucho (ma poi per fortuna è tornato sui suoi passi).

Comunque, fatto sta, che da nove mesi non leggevo Dylan Dog, ma compravo gli albi lo stesso. Un po’ perché in casa c’è chi li legge comunque; un po’ perché ho scoperto che smettere di leggere quel fumetto non è facile quanto smettere di fumare. Passavo davanti alla libreria e li vedevo lì, impilati, ad aspettare che li leggessi per poi metterli insieme agli altri. Così ho deciso di smaltire gli arretrati e ho cominciato da Candiweb, albo 424.

Inutile dirvi che non mi è piaciuto. La speranza è che migliorino un po’ le storie, ma questa l’ho trovata banale e scontata. La storia è semplice: Dylan è stalkerizzato da un centralinista che vuole vendergli un abbonamento alla rete internet Candiweb. Dylan rifiuta e quello insiste. Dylan rifiuta e quello insiste. Va avanti così.

Tendenzialmente sono 3 le cose che non mi sono piaciute: 1) la trama; 2) i dialoghi sono sempre meno; 3) il finale mi sembra buttato lì. Ho provato a spiegarlo anche in questo video che ho pubblicato su TikTok.

Questo non è Dylan Dog.

Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Da giornalista mi occupo di politica, sindacale, manifestazioni di piazza, problemi di quartiere e più in generale di storie. Come autore ho pubblicato due libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018 e ‘Calma&Karma‘ nel 2020. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.

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