Quella statua rimanga lì per ricordare che i colpevoli siamo noi

E niente, proprio non ci riesco. Non riesco a leggere perché c’è una domanda che mi farfuglia per la testa con violenta insistenza. Io cerco di chiuderla dentro uno dei tanti scatoloni della testa, cerco di concentrarmi su qualcosa che mi possa far dimenticare questa domanda, ma proprio non ci riesco. Anche perché non so se è opportuno porla questa domanda. Continua a leggere “Quella statua rimanga lì per ricordare che i colpevoli siamo noi”

Finalmente ho dovuto usare l’agenda: abbandoniamo il digitale per il reale

La mia agenda è tornata a vivere. Dopo tre mesi e mezzo di pagine bianche, finalmente questa mattina è tornata a essere bagnata dall’inchiostro della mia penna. In realtà era dalla fine della settimana scorsa che ero accarezzato dall’idea di estrarla dalla tasca dello zaino dentro la quale è stata in questi mesi, ma per una sorta di scaramanzia ho desistito. Continua a leggere “Finalmente ho dovuto usare l’agenda: abbandoniamo il digitale per il reale”

L’eredità della quarantena: 4 cose che sarebbe un crimine dimenticare

Questa mattina ho realizzato che dopo 71 giorni di lockdown (più o meno rigido) da domani – lunedì 18 maggio – non ci sarà più bisogno di autocertificazione per uscire di casa. Un primo passo, sostanzioso, per cercare di tornare alla normalità dopo due mesi che ricorderemo per sempre. Ognuno a modo suo. Continua a leggere “L’eredità della quarantena: 4 cose che sarebbe un crimine dimenticare”

La storia dell’intervista a Gabriele Defilippi ripresa da “Un giorno in pretura”

Per uno che fa il mio mestiere quello che è successo ieri sera, domenica 10 maggio, è una cosa bella. Era da qualche tempo che aspettavo che andasse in onda la puntata di “Un giorno in pretura” dedicata all’omicidio di Gloria Rosboch e quando mi è arrivato il messaggio con su scritto “domenica va in onda” mi sono preparato per poterla seguire. Continua a leggere “La storia dell’intervista a Gabriele Defilippi ripresa da “Un giorno in pretura””