Anche io sono affetto dalla sindrome della ‘lettura frettolosa’. Ho sempre avuto questo dubbio e in parte ho cercato anche di rimediare in qualche modo, ma mai mi sono trovato con le spalle al muro come dopo aver letto l’ultimo numero di Internazionale. In qualche modo è stata formalizzata questa mia – ma anche di milioni di altre persone – tendenza a non immergermi completamente nel testo che ho davanti.
Il tema dell’articolo di copertina di Internazionale è ‘L’invenzione della scrittura’ ed è veramente molto interessante perché è un viaggio nella storia della scrittura e analizza le conseguenze di questa invenzione sulla nostra società, ma l’aspetto che mi ha colpito di più sono le conclusioni. Non è vero che questa sia l’epoca in cui si legge di meno – come molti sostengono – ma è vero che questa è l’epoca in cui si legge peggio.
E ditemi che non è vero. Apriamo un libro e dedichiamo un occhio alla pagina e uno al telefono, poi ci fermiamo perché è arrivata una notifica, poi dobbiamo rispondere al messaggio whatsapp, a questo punto diamo pure una scrollata sui social. Così facendo leggiamo, ma non ci immergiamo. Senza contare che il nostro modo di leggere è influenzato dalla tecnologia e dunque anche quando abbiamo un libro in mano cerchiamo i punti più importanti della pagina. Come se fossimo sul web.
Il risultato? Non ci godiamo il viaggio, non comprendiamo i significati di quel che leggiamo e non ci rimane impresso in testa nulla di nulla di nulla. Tutto questo è figlio del multitasking, del fatto che vogliamo e dobbiamo essere sempre connessi, della tendenza di molti a non staccare mai dal lavoro. Cosa fare dunque?
Una soluzione potrebbe essere creare delle abitudini sane. Per esempio potrebbe essere utile lasciare il telefono in un’altra stanza mentre sto leggendo o più in generale archiviare le chat di lavoro quando non lavoro o disattivare le notifiche dei social. Sono tutte azioni che ci permettono di non rispondere a uno stimolo in un momento durante il quale non siamo tenuti a rispondere. E a migliorare la nostra qualità della vita.
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Da giornalista mi occupo di politica, sindacale, manifestazioni di piazza, problemi di quartiere e più in generale di storie. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.








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