Donato Carrisi in 7 frasi sulla scrittura

Donato Carrisi lo scorso 14 novembre è stato al Circolo dei lettori a Torino per presentare il suo ultimo romanzo ‘La casa dei silenzi’ edito da Longanesi. È evidente che non potessi perdermi l’appuntamento. Questi appuntamenti sono vere e proprie occasioni durante le quali cercare di rubare qualcosa dell’esperienza di un autore affermato. Dunque ho assistito all’incontro con taccuino alla mano e registratore vicino e di seguito vi riporto sette dichiarazioni di Carrisi che mi hanno colpito in modo particolare.

7 spunti sulla scrittura

1) “Mi pongo tante domande e il dubbio è una cosa che ti guida. Quando fai lo scrittore devi avere i dubbi, se rinunci al dubbio e ti affidi soltanto alle tue certezze e sicurezze, è finita. Non sei più uno scrittore. Gli scrittori che hanno certezze sono già finiti, sono già morti. Lo scrittore deve avere il coraggio di esplorare anche ciò in cui non crede nell’immediato”.

2) “Le storie di paura superano il tempo perché storie come Frankenstein sono arrivate fino a oggi e fra cento anni se ne parlerà ancora, come tra cento anni probabilmente si parlerà ancora delle storie di Stephen King”.

3) “Dormo con un taccuino vicino al letto perché se faccio un sogno che mi ispira particolarmente devo prendere appunti. Quando un bambino ti racconta un sogno, anche se il più bello del mondo, per un adulto ha un aspetto inquietante. Ciò che per i bambini sembra dolcissimo, per un adulto può essere spaventosissimo”

4) “Detesto gli scrittori o i registi che si mettono con il ditino dall’alto e vogliono impartirti una lezione. Il mondo cambia ogni cinque minuti ed è giusto che sia così. A volte fa incredibili passi avanti e altre passi indietro. Quel che non cambia è la nostra percezione delle cose”.

5) “Il mio compito è quello di occupare in maniera virtuosa il tempo dei lettori. Io entro nelle vostre vite. Voi potreste fare altro, però decidete di affidarmi il vostro tempo. Questo mi rende responsabile perché la vita è brevissima. Per cui quando io scrivo un libro penso sempre al lettore che lo leggerà e mi dico che devo dare il massimo per quella persona che ha sottratto del tempo alla sua esistenza per dedicarlo alla storia che sto scrivendo. Questo è responsabilizzante”.

6) “Tendo a scrivere molto a mano. Ho tantissimi taccuini sparsi sui quali ho preso appunti. A volte li rileggo, a volte rimangono abbandonati. La scrittura del romanzo arriva molto dopo: prima c’è la ricerca, battere il territorio, intervistare, il viaggiare. Poi arriva l’appuntamento con la pagina bianca che va rimandato il più possibile perché ci si deve arrivare di slancio”.

7) “Parto dalla fine di una storia. La scrittura è come un viaggio aereo, si deve essere sicuri di arrivare. Io ho uno schema preciso con il finale al quale devo approdare. Non bisogna farsi prendere dalla smania di arrivare troppo presto e bisogna lasciare lo stupore al lettore”.

Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘.

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