Il teatro in casa grazie al visore, ma…

Alcune sere fa per la prima volta ho visto uno spettacolo teatrale in smart watching, di che si tratta? Ve lo spiego subito. Nello specifico lo spettacolo in questione è ‘Segnale d’allarme’ di Elio Germano e l’ho potuto vedere direttamente dal divano di casa mia indossando un visore per la realtà virtuale.

Si tratta di un’iniziativa della fondazione Piemonte dal Vivo che, insieme ad altri partners, ha distribuito sul territorio alcuni visori vr con lo spettacolo di Elio Germano. I visori sono stati consegnati ad alcuni punti di distribuzione (tra cui molte librerie) che li noleggiavano a un costo di 10 euro l’uno. Detto questo, parliamo dell’esperienza.

Indossando il visore si viene catapultati all’interno della sala di un piccolo teatro (se la memoria non mi inganna di Riccione), più precisamente in prima fila. In questo modo potremo assistere allo spettacolo con una visuale a 360 gradi. Ci basterà infatti voltarci per vedere il pubblico alle nostre spalle, alzare la testa per guardare chi è sulla balconata e via facendo.

Si tratta di un’esperienza immersiva che vale la pena fare, ma che a mio avviso non può sostituire l’esperienza teatrale dal vivo. Da qui alcune considerazioni personali.

La realtà virtuale applicata al teatro in qualche modo coniuga due mie passioni: il digitale e la scrittura. Uno spettacolo del genere è un ottimo test e un modo per far conoscere lo strumento, ma un esperimento del genere per funzionare veramente deve presupporre una scrittura apposita per lo strumento. In questo caso la telecamera 360 ci permette di vedere l’attore in mezzo al pubblico e sul palco, nulla di più di quel che avrebbe fatto una buona regia classica. Il valore aggiunto sarebbe stato rendere la telecamera parte integrante dello spettacolo, metterla al centro della scena, consentire allo spettatore di osservare elementi della narrazione che prima o poi sarebbero tornati utili in modo da farlo diventare uno spettatore attivo.

Alcuni elementi della narrazione rimangono ambigui perché manca l’elemento fondamentale di quando si assiste a uno spettacolo in sala: l’attivazione dei sensi. In presenza l’udito, per esempio, ci aiuta a comprendere se chi fa parte del pubblico è realmente spettatore o un attore, in questo caso non lo sappiamo. Non sappiamo se chi ha dato il via all’epilogo finale è parte integrante dello spettacolo o no. Possiamo solo immaginarlo, ma non possiamo averne certezza. Una buona regia classica questa problematica l’avrebbe superata.

La realtà virtuale può dunque essere un ottimo strumento anche per creare una nuova forma di narrativa e spettacolo. Imprescindibile però è una scrittura apposita per lo strumento che stiamo andando a utilizzare. È una sfida. Io credo però che lo spettacolo dal vivo non possa essere sostituito da questa nuova forma di linguaggio, credo invece che le due cose si potranno integrare a vicenda. Sono due cose differenti.

Detto ciò consiglio l’esperienza a chi la vorrà provare e io intanto provo a immaginare una storia da raccontare in questo modo.

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Calma&Karma la trama

Torino, il cadavere di una ragazza di colore viene trovato sulle sponde del fiume Po. Il responsabile dell’indagine è il commissario Riccardo Montelupo, un poliziotto sui generis ma integerrimo e amatissimo dai suoi collaboratori. La scarsità di indizi e un muro di omertà rende complicato dipanare la matassa che si cela dietro questo omicidio, fino a che una fuga di notizie e la decisione di un cronista di pubblicare le immagini del cadavere martoriato daranno un’improvvisa accelerata alle indagini. In una Torino multietnica e postindustriale, in cui sfruttati e sfruttatori non sono sempre così distinguibili, si snoda una vicenda che metterà a dura prova il commissario Montelupo facendo vacillare anche alcune sue certezze.

Chi è Gioele Urso

Giornalista torinese, si occupa anche di social network e nuovi media. Dal 2002 opera in ambito radio-televisivo e digitale. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti “Barlo”, nel 2018 ha pubblicato un romanzo noir dal titolo “Le colpe del nero” (Edizioni del Capricorno) e nel novembre 2020 ha pubblicato il romanzo noir “Calma&Karma” (Golem Edizioni). Come autore ha partecipato al Torino Film Festival con il cortometraggio “Falling Up” e al Piemonte Movie con il cortometraggio “Ezechiele 25, 17 – Chapter 8: Trashomon”.

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