I social di Fazio e un dibattito vecchio di 10 anni

Con soli 10 o 12 anni di ritardo il mondo della televisione si è reso conto dell’importanza dei social network per il proprio business. Dico mondo della televisione perché in questi giorni ci stiamo concentrando sul battibecco tra Fabio Fazio e la Rai legato ai diversi account di ‘Che tempo che fa’, ma in realtà il discorso vale per il 95% di chi fa – in un modo o nell’altro – editoria.

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Perché nessuno scrive più storie di finzione?

Ma non è che abbiamo perso la voglia di inventarci le storie? A mettermi la pulce nell’orecchio è stato un collega che un paio di settimane fa mi telefona per segnalarmi un articolo pubblicato sul numero di Linus dedicato a Kafka. Il pezzo è di Vanni Santoni ed è dedicato agli scrittori emergenti dell’Europa dell’est, ma a colpirmi più di tutto è la premessa che fa.

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Li chiamano follower, ma sono turisti: il caso del lago di Como

Li chiamano follower, ma sono turisti. Un esempio di come può cambiare la percezione di un fatto modificando solo una parola. È il caso della storia che ci viene raccontata sul quotidiano La Stampa e che riguarda la città di Como, che sarebbe stata presa d’assalto dai follower per colpa degli influencer che hanno pubblicato video virali sul suo magnifico lago. Si parla di sovraffollamento da influencer e safari dei selfie.

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Sono affetto dalla sindrome della ‘lettura frettolosa’: di cosa si tratta

Anche io sono affetto dalla sindrome della ‘lettura frettolosa’. Ho sempre avuto questo dubbio e in parte ho cercato anche di rimediare in qualche modo, ma mai mi sono trovato con le spalle al muro come dopo aver letto l’ultimo numero di Internazionale. In qualche modo è stata formalizzata questa mia – ma anche di milioni di altre persone – tendenza a non immergermi completamente nel testo che ho davanti.

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Biancaneve senza i nani: e se fosse una discriminazione?

E se alla fine la decisione di rimuovere i sette nani dal nuovo film con Biancaneve fosse solo l’ennesima discriminazione? Sono un po’ di giorni che rifletto sulla scelta della Disney di rivedere in modo drastico la fiaba dei fratelli Grimm e devo ammettere che, a differenza di altri casi del recente passato, questa volta qualcosa non mi torna.

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Torniamo all’analogico, ma senza demonizzare il digitale

Passiamo sempre più tempo con il naso rivolto verso lo schermo del nostro smartphone e sempre meno con gli occhi rivolti verso gli occhi di un’altra persona. Lo so, detta così sa molto di retorico, ma è vero. Io è da un po’ di tempo che sento l’esigenza di tornare all’analogico e non credo di essere l’unico. Sia ben chiaro, non sto demonizzando il digitale, ma forse è arrivato il momento di disintossicarsi.

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Twitter allarme rosso: i conti non tornano e si guarda ai creator

Leggo su La Stampa di oggi – lunedì 17 luglio – che Twitter avrebbe i conti in rosso, che il ricavo pubblicitario dell’azienda nell’ultimo anno si sarebbe dimezzato e che per tentare di sanare la faccenda starebbero pensando (oltre che agli abbonamenti e ai soldi degli investitori) anche a puntare in modo più massiccio su video e di conseguenza content creator.

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Torino, 5 cose che puoi vedere dalla cima del campanile del Duomo

Se chi legge questo post è torinese saprà già tutto, se chi invece lo leggerà non lo è, la premessa è doverosa. Torino ha numerosi punti panoramici dai quali si può ammirare la città, tutti lasciano senza fiato, ma uno in particolare secondo me è estremamente affascinante. Si tratta della Torre Campanaria che si trova di fianco al Duomo di Torino in via XX Settembre. In cima al campanile si può osservare il centro di Torino a 360 gradi ed è visitabile sabato, domenica e lunedì dalle 11 alle 18.

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TikTok e Amazon diventano editori: ecco perché non è un male

TikTok diventa editore, un po’ come Amazon, e il mondo dell’editoria tradizionale potrebbe trovarsi davanti a una rivoluzione colossale. Da qui a dieci anni i social potrebbero cambiare i rapporti di forza tra case editrici e autori, ma anche le strategie degli stessi.

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