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Da oggi in libreria ‘L’assassino dei pupazzi’

Arriva in libreria e negli shop online ‘L’assassino dei pupazzi’ il mio nuovo libro edito da Golem Edizioni. Si tratta del terzo volume della ‘trilogia di Montelupo’, una serie di libri noir attraverso i quali l’autore ha voluto raccontare la Torino degli ultimi. Gli altri due episodi sono ‘Le colpe del nero’ edito da Edizioni del Capricorno nel 2018 e ‘Calma&Karma’ edito da Golem Edizioni nel 2020.

Montelupo ne ‘L’assassino dei pupazzi’ con le sue indagini dovrà affondare le mani in un terreno insidioso e sconosciuto dove omertà, connivenza e interessi la fanno da padrone; dove il confine tra la criminalità e la legalità non è poi così marcato. Ad aiutarlo ci saranno gli uomini a lui più fedeli: il suo compagno inseparabile Ignazio La Spina, il giornalista Gianni Incerti e Corrado Tarantella, vigile urbano che sogna di diventare un poliziotto. Insieme tenteranno di portare alla luce quello che qualcuno voleva nascondere sotto un cumulo di sabbia.

Ossessioni, passioni, rancori e rimpianti. Sono gli ingredienti de ‘L’assassino dei pupazzi’. Torino è percorsa da una scia di sangue che non si vuole interrompere, e una serie di truci omicidi sono solo l’epilogo di una insensata carneficina. Questa volta a essere preso di mira dal killer è il sistema di potere della città. È questo l’ultimo incubo che il commissario dovrà affrontare ne ‘L’assassino dei pupazzi’.

Si tratta del libro che chiude la ‘trilogia di Montelupo’, tre volumi noir che hanno una forte connotazione politica e che sono legati da un fil rouge che va oltre la storia del singolo episodio. Il comune denominatore è la solitudine in cui versa chi vive ai margini della nostra società, quella che diventerà l’ossessione del commissario Montelupo.

È evidente che i fatti che vengono narrati nei libri sono di pura finzione, ma all’interno di quelle pagine ci sono anche ampi tratti di verità. Ne ‘Le colpe del nero’ per esempio racconto il Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino (oggi CPR) visto dall’interno; in ‘Calma&Karma’ invece ho voluto parlare della più grossa occupazione d’Europa, quella dell’ex villaggio olimpico di Torino, il MOI; ‘L’assassino dei pupazzi’ è la conclusione di questo percorso dove si arriva finalmente al capo finale del fil rouge e i pezzi del puzzle sparsi sul tavolo finalmente trovano una loro collocazione.

Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Da giornalista mi occupo di politica, sindacale, manifestazioni di piazza, problemi di quartiere e più in generale di storie. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.

“Lo guardo e sorrido come uno scemo”

Il 4 novembre è uno di quei giorni che rimarrà impresso dentro la mia memoria per sempre. Non voglio scrivere un post denso di retorica e di sentimentalismo, ma per un autore il giorno in cui può toccare con mano la prima copia del proprio libro rimane indelebile.

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Ho sbloccato un livello autore: sono finito nell’usato

Per me è un piccolo traguardo. Sì, perché come autore sento di aver sbloccato un nuovo livello, un po’ come si fa nei videogiochi dove per passare alla fase successiva devi raggiungere un primissimo obiettivo. Ecco, adesso posso passare alla fase ‘2’.

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‘Il cammino del guerriero’: #edèsubitocrime

Come può un’esperienza che in apparenza non ha nulla a che fare con la scrittura, diventare fonte di ispirazione per un nuovo progetto editoriale. Sì, perché entriamo nell’ottica che scrivere un libro è un vero e proprio progetto editoriale che ha più momenti di lavoro che vanno dall’idea, alla promozione. In mezzo c’è la scrittura.

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Perché tutti amano i libri gialli? Una risposta c’è

“Nulla è più rassicurante di un libro giallo”, parola di Paolo Roversi. Lo ha detto al Circolo dei Lettori di Torino durante un incontro organizzato dal Torino Crime Festival – moderato da Fabrizio Vespa – che ha avuto come tema conduttore le professioni del giallo. Sì, il giallo, il genere più amato in Italia.

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Habemus copertina, il nuovo libro è in stampa

È sabato mattina, sono sveglio da poco e ho i capelli ancora. Ogni venerdì sera mi dico sempre che l’indomani voglio svegliarmi tardi, non sentire la sveglia e rimanere infagottato dentro le coperte. Tanto la stagione fa al gioco mio. Poi però, puntualmente, gli occhi mi si sbarrano prima di quando vorrei.

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Un capitolo tagliato: Il silenzio!

Voglio celebrare queste 48 ore di silenzio elettorale pubblicando queste quasi 5.000 battute che ho tagliato dal testo finale del mio prossimo libro. Si tratta di una scena che ho reputato superflua, ma che oggi mi piace proporvi. Inutile dire che era solo una bozza di capitolo, quindi prendetela per quello che è. Un appunto. Buona lettura!

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Vlog 1 – Parliamo del nuovo libro

Vi saluto e vi invito a seguirmi sulla pagina facebook (questo è il link: https://www.facebook.com/gioeleursoscrittore) e su quella instagram (questo è il link: https://www.instagram.com/parinot/). Ho fatto anche il profilo tik tok (questo è il link: https://www.tiktok.com/@gio.ur?lang=it-IT).

Acquista il mio nuovo libro Calma&Karma. Se nella tua libreria di fiducia non è presente richiedilo al tuo libraio di fiducia, così facendo mi aiuterai a potenziare la distribuzione. Lo puoi anche acquistare su internet.

Calma&Karma la trama

Torino, il cadavere di una ragazza di colore viene trovato sulle sponde del fiume Po. Il responsabile dell’indagine è il commissario Riccardo Montelupo, un poliziotto sui generis ma integerrimo e amatissimo dai suoi collaboratori. La scarsità di indizi e un muro di omertà rende complicato dipanare la matassa che si cela dietro questo omicidio, fino a che una fuga di notizie e la decisione di un cronista di pubblicare le immagini del cadavere martoriato daranno un’improvvisa accelerata alle indagini. In una Torino multietnica e postindustriale, in cui sfruttati e sfruttatori non sono sempre così distinguibili, si snoda una vicenda che metterà a dura prova il commissario Montelupo facendo vacillare anche alcune sue certezze.

Chi è Gioele Urso

Giornalista torinese, si occupa anche di social network e nuovi media. Dal 2002 opera in ambito radio-televisivo e digitale. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti “Barlo”, nel 2018 ha pubblicato un romanzo noir dal titolo “Le colpe del nero” (Edizioni del Capricorno) e nel novembre 2020 ha pubblicato il romanzo noir “Calma&Karma” (Golem Edizioni). Come autore ha partecipato al Torino Film Festival con il cortometraggio “Falling Up” e al Piemonte Movie con il cortometraggio “Ezechiele 25, 17 – Chapter 8: Trashomon”.

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Presentare un libro in pandemia, un modo

Forse questa mattina ho trovato una delle possibili risposte a una domanda che mi sto ponendo da qualche giorno. Come vi ho già detto a fine novembre uscirà il mio nuovo libro Calma&Karma edito da Golem Edizioni. Non è ovviamente un buon momento per promuovere un libro, ma è un buon momento per trasformare delle criticità in opportunità.

Una buona opportunità potrebbe essere quella immaginata da Michele D’Ottavio all’interno del suo laboratorio KMZero. Il suo laboratorio si trova dentro la Tettoia dell’Orologio del mercato di Porta Palazzo. Michele ha portato la fotografia in mezzo a macellai, panettieri e bottegai. È più di un anno che ha trasformato un vecchio banco in un laboratorio dove espone fotografie che hanno come tematica centrale le storie del quartiere Aurora.

Adesso ha fatto un passo in avanti: ha allestito una mostra fotografica abbinata alle storie che vengono narrate in un libro. Il libro è ‘Chi vuol essere padre sia’ ed è una raccolta di racconti dedicati alla paternità curata da Enrico Chierici (NEOS Edizioni). Ecco l’opportunità: mettere insieme due arti per mantenere il contatto con le persone e non relegare le presentazioni all’asettico mondo digitale. Michele ha immaginato una soluzione che potrebbe essere intrapresa anche da altre realtà.

È evidente che all’interno dello studio possono entrare solo due persone per volta, ma l’autore del libro è lì che può raccontare il proprio lavoro. Un buon modo per vivere la socialità e farlo in sicurezza. L’opportunità che ho intravisto è quella di mischiare arti, conoscere gente, allargare il proprio bacino di persone.

Questo è solo uno dei modi per provare a presentare il proprio libro mantenendo il contatto con le persone. Il mio consiglio quindi è: facciamo muovere le nostre cellule grigie per fare in modo che le criticità diventino opportunità.

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