Prima della stazione di Candiolo questa mattina avevao già finito il capitolo di “IT” che mi ero posto come obiettivo mattutino. Non ho passato una notte fantastica con la gatta che si è espressa nel suo massimo esercizio di stile nel miagolio e brontolio. Una donna con in mano una cartellina chiede se vogliamo firmare per cancellare la prevista soppressione della linea ferroviaria Pinerolo-Torre Pellice. Un uomo un po’ schifato rifiuta, un suo diritto che diventa un grosso errore se poi pretende di impartire lezioni. Io firmo e dopo aver riconsegnato la cartellina alla donna mi metto a discutere con un vicino sull’importanza di salvaguardare un servizio che è anche un diritto. Lui mi schifa e davanti a tutti mi attacca. Non l’avesse mai fatto. Ho difeso la necessità di salvaguardare il nostro ambiente evitando di mettere nuovi bus in strada, il diritto dei lavoratori di arrivare puntuali a casa e presso il proprio impiego, il diritto a viaggiare in condizioni umane.
Sostituire i treni con bus significherebbe ostruire una strada che è l’unica che conduce in Val Pellice. Creare ingorghi in entrambe le direzioni e conseguenti disagi, richiami per i lavoratori, ecc. Per competere sul territorio globale si deve prima di tutto curare la dimensione locale. Ma qualcuno, sempre meno grazie a Dio, rende attiva la propria protesta solamente quando vede toccato un proprio diritto. Se toccano quello del vicino, chi se ne frega.
