Io ne sono ormai convinto. Qui abbiamo bisogno di misure drastiche. Ad esempio questa mattina al bar ho sentito una conversazione illuminante tra una guardia giurata e un ragazzo. Il tema centrale della discussione era l’utilizzo della pistola.
“Ah, se potessimo sparare“. Sì, come ha fatto Stacchio, il benzinaio veneto che ha preso il fucile in mano e giù di boom boom contro i rapinatori della gioielliera vicina di marciapiede. Una cosa simile è anche successa nel trevigiano dove a Oderzo i residenti sono scesi in strada e hanno fatto boom per ben otto volte.
Questa si chiama giustizia fai da te e non va bene. È il frutto di una serie di errori che sono stati commessi dalle amministrazioni pubbliche e adesso deve essere fermata prima che diventi una pericolosa moda. Su cosa si deve agire? Sulla cultura.
Quella guardia giurata, tutta impettita dall’importanza della divisa, raccontava delle sue esperienze come se fosse un militare appena tornato da una missione in Siria. La guerra è da un’altra parte e qualcuno dovrebbe far comprendere alle persone che il mondo non gira come gli raccontano alcuni telegiornali.
Sparare a una persona in Italia è reato. Allora facciamo una riforma intelligente del porto d’armi: prima di rilasciare l’autorizzazione al possesso di un’arma da fuoco facciamo un ultimo test al richiedente, di cultura generale. Quanti libri leggi ogni anno? E un quotidiano al giorno almeno lo leggi? Segui la vita politica del Paese? Come e quanto ti informi sugli aspetti che regolano lo sviluppo della nazione? Ascolti musica? Parli con gli anziani e cedi loro il tuo posto sul tram?
Giusto un paio di domande per comprendere il livello di esaltazione e di comprensione degli eventi della vita di chi poi avrà una pistola nel secondo cassetto del comodino o sotto il cuscino.
Twitter: @gioeleurso1
SE VUOI LEGGERE IL MIO ROMANZO SUICIDIO CULINARIO CLICCA QUI E SCARICALO GRATUITAMENTE







Lascia un commento