bavaglioNemmeno Berlusconi era arrivato a tanto! Su Repubblica di oggi viene fatto il punto della situazione sui lavori in Commissione Giustizia della Camera in relazione all’avanzamento dell’analisi della proposta di legge sulla diffamazione e sulle intercettazioni. Cari colleghi, preparatevi al peggio.

In un passaggio sconcertante si legge: “Il premier vede con favore il carcere per chi pubblica le telefonate“. Il premier sarebbe Matteo Renzi; chi pubblica le telefonate sarebbero i giornalisti. Bene se dovesse passare questa proposta di Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, potrete tranquillamente prendere una bella pala, scavare una profonda buca e seppellire vivo il caro, vecchio e tanto amato diritto di cronaca. Che poi il problema sarebbe duplice: da una parte la stampa non potrebbe più esercitare il suo ruolo; dall’altra i magistrati non potrebbero più usufruire pienamente di uno strumento utile per le indagini come le intercettazioni. Le proteste contro Berlusconi che voleva mettere un bavaglio alla magistratura sono solo un lontano ricordo; se lo fa Renzi va bene a tutti.

Interessante anche l’obbligo di rettifica entro due giorni dalla pubblicazione della notizia per i blogger. Gli editori dicono che non sarebbe giusto far cadere il peso della nuova legge solo sulle testate registrate, che però sono anche le uniche che possono usufruire dei finanziamenti statali. Dunque: stessi doveri, ma non stessi diritti. Insomma: un blogger (che non è più quello che cazzeggia con il propprio sito internet) potrà incorrere in lunghi contenziosi con chiunque sosterrà di essere stato diffamato da un suo pezzo. Sì, perché la rettifica non necessariamente mette al riparo da una bella denuncia. A questo punto vogliamo i finanziamenti pubblici anche per i blogger.

Quelle sostenute dal Governo Renzi in Commissione Giustizia alla Camera sono due leggi che mettono a rischio la pluralità di informazione e la libertà di stampa.

Twitter: @gioeleurso1

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sono Gioele

nella vita faccio il giornalista, scrivo libri crime e mi occupo di comunicazione. Seguo con attenzione e passione l’evolversi dei nuovi media e cerco di comprendere come questi possano essere sfruttati per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

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