Tutti i particolari in cronaca di Antonio Manzini

A me fare le recensioni non piace e non credo neppure di esserne capace. Quando parlo di un libro che ho letto mi limito a valutarlo con l’occhiometro, il mio parametro di misurazione equivalente all’applausometro. Se un libro mi piace molto, quando ne parlo, gli occhi diventano più grandi e si illuminano; al contrario se non mi ha entusiasmato diventano taglienti, socchiusi, a mezz’asta. Nel caso di ‘Tutti i particolari in cronaca’ di Antonio Manzini gli occhi diventano a palla.

Questo libro ho cominciato ad ascoltarlo prima di leggerlo. In casa ho troppi volumi da smaltire e ci sono quei periodi in cui mi dico che devo evitare di comprarne di nuovi. Così il libro di Manzini ho cominciato ad ascoltarlo e mi sono subito detto che un libro del genere deve essere letto, ma non l’ho comprato il giorno dopo. L’ho comprato al Circolo dei Lettori di Torino in occasione della presentazione con l’autore ed è in quell’occasione che sono stato travolto dalla simpatia e profondità di Manzini.

Su una delle pagine iniziali del libro – quelle bianche prima del testo – c’è la firma di Manzini perché me lo sono fatto autografare. Dentro quelle pagine troverete una storia a tratti divertente con un protagonista con il quale è facile empatizzare, delle vittime che avresti voluto uccidere tu e un ‘colpevole’ ragionevole. Di più sul libro non vi dirò perché tanto quel che potrei dire non è nulla di più di quel che potreste trovare facendo una ricerca su Google. Quel che posso aggiungere è un aspetto legato alla scrittura.

Si tratta di una considerazione di Manzini sulle descrizioni che poi, qualche settimana dopo, ho sentito anche da Alessandro Perissinotto. Il sunto è questo: l’autore moderno non ha pù la necessità di perdersi in descrizioni approfondite perché il lettore ha a disposizione tutto quel che gli serve per immaginare quel che stiamo scrivendo. Manzini per esempio non nomina mai il nome della città in cui si svolge il libro, ma il lettore ci può arrivare. Sto ragionando su questa riflessione e prima o poi scriverò un numero della newsletter sul tema. Intanto qui vi linko quella che ho scritto dopo l’incontro con Manzini al Circolo dei Lettori.

Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.

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sono Gioele

nella vita faccio il giornalista, scrivo libri crime e mi occupo di comunicazione. Seguo con attenzione e passione l’evolversi dei nuovi media e cerco di comprendere come questi possano essere sfruttati per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

Avvio percorsi di formazione di gruppo e individuali sulla comunicazione personale e su come pianificare una buona strategia per promuovere se stessi, il proprio lavoro o la propria passione

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