Sul web non si parla d’altro: all’accesso i siti porno sono costretti a verificare veramente l’età dell’utente. Pornostar e onlyfanser in allarme. Sui social sono spuntati come funghi video tutorial su come autenticarsi in anonimato. I giornali sono stati accusati di fare allarmismo. Le piattaforme – che ieri avrebbero dovuto cominciare a chiedere il documento d’identità – non hanno rispettato la normativa. Ma cosa è l’autenticazione in anonimato?
Partiamo da un dato. Come riporta il quotidiano La Stampa, l’unico grande sito per adulti che ha rispettato la normativa è stato OnlyFans. Gli utenti che ieri sono caduti sull’app si sono trovati davanti questo messaggio: “la legge richiede che tu completi la verifica dell’età prima di accedere a parti di questo sito web. Se desideri procedere, fai clic qui per eseguire il processo di verifica dell’età. Nessun dato personale raccolto durante questo processo viene conservato”. La privacy dell’utente è dunque rispettata e il sito afferma di non raccogliere alcun dato.
L’anonimato dell’utente viene infatti garantito dall’autenticazione in anonimato che avviene in tutte le fasi della certificazione. L’utente dal sito porno viene mandato su un altro sito che verifica l’età garantendo l’anonimato, e poi viene rimandato (come fosse la pallina di un flipper) nuovamente sul sito a luci rosse al quale comunica sempre in anonimato di aver effettuato la procedura. Ovviamente la procedura dovrà essere effettuata a ogni accesso.
Un altro modo per accedere a queste piattaforme sarà fare un abbonamento a uno dei tanti servizi di Vpn che nasconde il tuo indirizzo Ip. Dunque per la rete tu anche se fisicamente sei in Italia, puoi risultare in un altro Stato del mondo. È lo stesso metodo che si utilizza per provare i servizi, per esempio di intelligenza artificiale, che vengono lanciati prima negli Stati Uniti e poi in Europa.
Quel che preoccupa le piattaforme, le attrici e produttori di materiale pornografico è che a causa della paura di non avere garantita la propria privacy gli utenti possano decidere di non usufruire più dei servizi di queste piattaforme con il conseguente calo dei flussi economici che ne deriva.
Intanto l’Agcom ha comunicato che i siti porno hanno ancora sei mesi di tempo per adeguarsi alla normativa. Porno free fino a maggio.
In un’altra epoca questo post sarebbe entrato di diritto tra i più letti della storia del blog. Adesso con l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei motori di ricerca sicuramente otterrà una portata minore, ma questa è un’altra storia e presto ne parleremo.
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