Mr Mercedes di Stephen King: cosa ho imparato dalla trilogia

È stato un viaggio incredibile. Leggere la trilogia di Mr Mercedes di Stephen King è stato come assistere a un corso di scrittura. Lo dico subito: il libro che mi è piaciuto di più è stato quello di mezzo che è Chi perde paga. Si tratta di un poliziesco asciutto, con una tensione crescente che ti tiene incollato alla pagina.  

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Self publishing, cosa ci racconta la storia di Cristina Stillitano

“Vostro onore voglio portare questa ulteriore testimonianza all’attenzione della corte”. È inutile negarlo, nel sottobosco editoriale, lontano dai lettori, il dibattito sul ruolo del self publishing sta diventando sempre più serrato. Per gli autori non è solo una questione di guadagni – c’è chi ha stimato che il generale Vannacci abbia incassato oltre 200.000 euro dalle vendite del suo libro in auto pubblicazione su Amazon – ma è soprattutto una questione di professionalità.

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La storia di Marco Vichi: 18 anni di rifiuti e poi il successo

Diciotto anni di rifiuti prima di riuscire a pubblicare il primo libro. Marco Vichi, autore da 1.500.000 di copie vendute, prima di scoprire il successo ha dovuto attendere quasi per metà della sua vita. A raccontare la sua esperienza è stato lo stesso scrittore durante la seconda giornata di Bardonoir 2023, il festival dedicato al genere noir che è stato organizzato da Giorgio Ballario a Bardonecchia dal 25 al 27 agosto.

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La storia di Fabrizio Romano e come cambia il giornalismo

Chiunque segua il calciomercato saprà di cosa sto parlando. Quasi tutte le notizie date in questa lunga estate di trattative sono state certificate sempre dalla solita frase che era: ‘Come scritto da Fabrizio Romano’. Tanto che a un certo punto anche io mi sono domandato chi fosse questo Fabrizio Romano e da quel che capisco sono uno dei pochi che non lo conosce.

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Informazione digitale: vale più un click o un buon contenuto?

Uno dei tanti falsi miti che vorticano attorno al mondo del digitale è quello dei testi brevi, anzi brevissimi. Si dice che il lettore digitale non abbia tempo e che i produttori di contenuti debbano risolvere tutto in poche battute. A mio avviso siamo davanti alla boiata delle boiate. In che senso? Nel senso che ci sono due tipi di lettori: quelli che vogliono sapere tutto subito e quelli che sono disposti a spendere il proprio tempo per avere un’informazione più completa. A questi ultimi un certo tipo di mondo digitale non guarda e fa male, perché così facendo non rende il proprio canale un canale di valore.

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Perché nessuno scrive più storie di finzione?

Ma non è che abbiamo perso la voglia di inventarci le storie? A mettermi la pulce nell’orecchio è stato un collega che un paio di settimane fa mi telefona per segnalarmi un articolo pubblicato sul numero di Linus dedicato a Kafka. Il pezzo è di Vanni Santoni ed è dedicato agli scrittori emergenti dell’Europa dell’est, ma a colpirmi più di tutto è la premessa che fa.

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