(Non)recensione: ‘L’incubo di Hill House’ di Shirley Jackson

Quella che segue non è una recensione; quelle che seguono sono una serie di riflessioni che faccio dopo aver letto un libro. Il libro in questione è ‘L’incubo di Hill House’ di Shirley Jackson, un libro horror che fu pubblicato per la prima volta nel 1959 e che viene considerato il più bel libro sui fantasmi del XX secolo.

L’ho letto perché me l’hanno regalato. È uno di quei libri che difficilmente io avrei comprato se me lo fossi trovato davanti riposto sullo scaffale di una libreria, anche perché, come ho avuto modo di spiegarvi in questo altro post, negli ultimi anni mi sono fatto coccolare dalla mia comfort zone a tal punto da non leggere altri generi che non fossero noir, polizieschi, gialli e thriller.

La prima scoperta che ho fatto grazie a queso libro è proprio legata a quest’ultimo aspetto: ho scoperto che le persone alla fine ti possono conoscere proprio bene. Sì, perché regalare un libro è un azzardo e spesso l’acquisto viene fatto in base ai propri gusti, in questo caso invece chi mi ha regalato il libro (Luca) ha tentato di farlo entrando dentro i miei interessi. E devo dire che ci è riuscito.

‘L’incubo di Hill House’ di Shirley Jackson non è un libro che mette i brividi. Se vi approcciate a questa lettura con l’aspettativa di immergervi in un mondo di paura, è meglio che non apriate nemmeno il libro. Si tratta di un romanzo più psicologico che horror. La storia è classica: ci sono quattro persone che decidono di passare un’estate all’interno di una villa stregata. Lo fanno per studiare i fenomeni paranormali, ma ovviamente qualcosa non andrà per il verso giusto.

I protagonisti sono due: la casa ed Eleanor, una dei quattro ospiti. Non sto facendo alcun spoiler perché la narrazione è tutta incentrata su questa donna che ha un passato tormentato e frustrante. Pagina dopo pagina si entrerà dentro la sua psiche e dentro il suo tormento. Quindi se volete leggere una storia che vi faccia strizzare nelle mutande, beh non è questo il caso.

I personaggi, tutti quanti, sono ben tratteggiati e sarà facilissimo entrare in relazione con ognuno di essi. Magari facendosi anche un po’ influenzare dal giudizio che la stessa Eleanor ha dei suoi compagni di viaggio.

Infine una battuta veloce sul finale. Ovviamente non entro nei dettagli, ma il dibattito è aperto perché non tutti danno la stessa interpretazione alla scena con la quale si chiude il libro. Le possibilità sono tre, tutte plausibili e credo che il mistero legato a un epilogo tanto aperto sia uno dei motivi che ha reso tanto celebre questo romanzo.

Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Da giornalista mi occupo di politica, sindacale, manifestazioni di piazza, problemi di quartiere e più in generale di storie. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.

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sono Gioele

nella vita faccio il giornalista, scrivo libri crime e mi occupo di comunicazione. Seguo con attenzione e passione l’evolversi dei nuovi media e cerco di comprendere come questi possano essere sfruttati per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

Avvio percorsi di formazione di gruppo e individuali sulla comunicazione personale e su come pianificare una buona strategia per promuovere se stessi, il proprio lavoro o la propria passione

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