Quattro motivi per cui ho deciso di silenziare whatsapp

In un mondo che corre, io ho deciso di provare a camminare. Mi sono reso conto che la maggior parte dello stress che accumulo è dovuto agli stimoli che mi arrivano dai dispositivi digitali. Soprattutto dalle notifiche del cellulare. Lo schermo che si illumina in continuazione è una fonte di distrazione, ma anche di allerta costante. Questa mattina allora ho deciso di silenziare le notifiche di whatsapp.

In principio ho archiviato le chat di lavoro, poi ho tolto le notifiche ai social network e adesso ho fatto la stessa cosa con whatsapp. Il motivo è semplice: quei continui stimoli abbassano la qualità della mia vita e paradossalmente anche di quel che faccio. Da strumenti per rimanere in comunicazione facilmente con le persone, le chat di messaggeria istantanea sono diventati veri e propri flussi di comunicazione.

Per chi fa un lavoro come il mio sono un vero e proprio incubo. Il fatto che l’invio dei messaggi non costi nulla ha sdoganato l’inoltro compulsivo e le discussioni che un tempo facevi a voce sono diventati flussi continui. Così non si può andare avanti, almeno per me, ed è per questo che ho deciso di silenziare whatsapp.

Ho deciso di silenziare whatsapp per tutelare il mio diritto alla disconnessione dal lavoro; ho deciso di silenziare whatsapp per migliorare la qualità del tempo che trascorro con le persone che incontro ogni giorno; ho deciso di silenziare whatsapp perché voglio leggere un libro immergendomi nella storia completamente, e lo stesso discorso vale per qualsiasi altra forma di tempo libero dedicato a me stesso; ho deciso di silenziare whatsapp anche per migliorare la qualità del mio lavoro.

Le continue interruzioni dovute alle notifiche hanno abbassato notevolmente la qualità del nostro lavoro che è fatto anche di riflessioni e creatività. Come si fa a essere creativi con qualcuno che ti ticchetta in continuazione sulla spalla? Come si fa a portare una giusta riflessione se veniamo continuamente interrotti mentre ragioniamo?

Attenzione, non ho detto che ho disinstallato whatsapp; ho detto che l’ho silenziato. Ciò vuol dire che durante la mia quotidianità lo controllerò quando sarà necessario farlo, soprattutto per le cose che riguardano il lavoro lo utilizzerò da web. Il mio tempo libero è libero, e così deve restare.

Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.

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sono Gioele

nella vita faccio il giornalista, scrivo libri crime e mi occupo di comunicazione. Seguo con attenzione e passione l’evolversi dei nuovi media e cerco di comprendere come questi possano essere sfruttati per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

Avvio percorsi di formazione di gruppo e individuali sulla comunicazione personale e su come pianificare una buona strategia per promuovere se stessi, il proprio lavoro o la propria passione

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