È da tanto che non scrivo su questo blog. Sì, perché questo non è un sito, questo è un blog. Nasce in questa forma almeno vent’anni fa, ma negli anni ha cambiato natura mille volte. Oggi però ho voglia di considerarlo un blog. Anche perché in questo momento non so nemmeno io cosa sia questo sito. Se non una traccia di me stesso sulla rete.
Allora ho deciso di prendere il computer e di scrivere come si faceva quando ancora non c’erano facebook, instagram e tiktok. Di getto. Parlando di quel che voglio in questo momento. E in questo momento voglio parlare del fatto che Simenon fosse un fotografo.
Chi è già capitato su questo blog sa che io scrivo, che ho pubblicato dei libri, che sono un autore. Chi è qua da più tempo sa che l’altra mia grande passione sono le immagini, nello specifico i video e le fotografie. Io non sono un fotografo. Mio padre lo era. Io sono un video-qualcosa.
Sono un videomaker, ma sono anche un videoreporter e sono stato anche un autore e conduttore televisivo. Più in generale sono un giornalista che parla con più linguaggi e scrive libri gialli e quando ho scoperto che Simenon fosse un fotografo è esploso in me un moto di orgoglio che non potete immaginare.
Noi che teniamo in mano la videocamera o la macchina fotografica veniamo considerati dei bravi tecnici e nulla più. In realtà chi guarda il mondo attraverso questi strumenti ha la sensibilità di stare attento ai dettagli, di cogliere l’attimo, è paziente, curioso, si sa mettere in secondo piano, è obiettivo perché l’immagine quella è.
Simenon ha scritto gialli, romanzi alti, romanzi popolari, reportages. Diceva “io non ho interesse a leggere letteratura, io ho interesse a parlare con i pescatori”. È un po’ la stessa cosa che penso io. Io voglio ascoltare quel che le persone hanno da dire, voglio vedere i luoghi, sentire gli odori, soffocare in mezzo alla polvere. Per raccontare bene bisogna immergersi dentro le cose.
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato quattro libri e l’ultimo si intitola ‘A Torino si uccide per nulla‘ edito da Golem Edizioni. Gli altri sono: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘.
