Chiamiamole pure barriere architettoniche digitali. In Italia una persona su cinque ha difficoltà a navigare sul web. Le cause sono molte, tra queste istruzioni poco chiare o mancanti, la lentezza della rete e i siti che non sono ottimizzati per la navigazione da smartphone.
I dati sono stati presentati a Torino durante l’Accessibility Summit, un evento al quale hanno partecipato anche Microsoft, Intesa Sanpaolo e Synesthesia. A realizzare l’analisi che ha portato all’emersione della problematica è stato YouGov per AccessiWay, un’azienda che si occupa di accessibilità digitale. In totale sono state intervistate oltre mille persone.
Quel che viene fuori è che un’esperienza per molti scontata, come navigare su un sito, per alcuni è una vera e propria difficoltà. Un italiano su cinque dichiara infatti di non riuscire sempre a leggere, ascoltare o comprendere i contenuti online. E in questo caso non si tratta di analfabetismo funzionale.
Per molti fare un acquisto online, navigare su un sito, accedere a un servizio pubblico digitale è un’impresa. Tanto che il 15% degli italiani ha dichiarato che in alcuni casi ha interrotto le operazioni che aveva in corso. A complicare tutto sono le pubblicità invasive, i pop-up, ma anche la lentezza della rete, le istruzioni poco chiare, la non ottimizzate per dispositivi mobili e le aree cliccabili troppo piccole. Tanto che l’86% degli italiani ritiene importante che siti, app e servizi digitali siano accessibili a tutte le categorie di persone, incluse quelle con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, anziani e chi ha un basso livello di istruzione.
Un problema reale in un mondo sempre più digitale. Oggi per accedere a un bonus regionale o presentare le dimissioni alla propria azienda si deve per forza passare dal web. È necessario dunque che anche in Italia chi opera nel settore digitale sia consapevole se il proprio ecosistema è accessibile oppure no, e in caso contrario lo deve adeguare. Mentre noi che siamo piccoli comunicatori nel mondo del web dobbiamo imparare a usare linguaggi semplici.
L’anno scorso ho lanciato Sboomerizzati, un percorso di formazione sui temi della comunicazione digitale. Tra il 2024 e il 2025 ho tenuto tre corsi. Abbiamo parlato di come si comunica in modo efficace e di quali sono gli strumenti da utilizzare. Se sei interessato a iniziare un percorso con me contattami via mail a gioele.urso@gmail.com per avere ulteriori informazioni.
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato quattro libri e l’ultimo si intitola ‘A Torino si uccide per nulla‘ edito da Golem Edizioni. Gli altri sono: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘.







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