Archivi categoria: Scrivo

In memoria

Oggi faccio uno strappo alla regola. Negli ultimi mesi, e chi ogni tanto capita su questo blog lo avrà notato, si è riaccesa dentro di me la fiamma del racconto breve. Questo che vi propongo oggi l’ho scritto per un concorso di una casa editrice romana che due giorni dopo aver mandato il testo mi ha contatto per chiedermi 100 euro per la pubblicazione su una loro rivista.. ovviamente dell’esito del concorso non ho saputo più nulla.. buona lettura! Continua a leggere In memoria

“Così il nostro amore non avrà mai fine”

amore-morteOggi vi propongo un brano tratto da Suicidio Culinario, il mio romanzo. In questo caso non pubblico per intero il capitolo in questione, ma solamente la prima parte. In questo capitolo racconto di amore e morte: esiste un legame tra le due cose? Narro la vicenda di due ragazzini che non è affatto estranea alla narrazione. Continua a leggere “Così il nostro amore non avrà mai fine”

Quando la lama del coltello non incontra la patata

coltello insanguinatoIl problema è quando la lama del coltello non incontra la patata ma il polpastrello della mano. Basta quella frazione di secondo per cambiare il senso delle ore e dei giorni successivi. Tutto accade per una distrazione perché mentre sei intento a tagliare le patate da fare al forno ti soffermi a pensare su quanto sia affilato il coltello nuovo che ti hanno regalato e che stai utilizzando per la prima volta. Continua a leggere Quando la lama del coltello non incontra la patata

Che fine ha fatto Susy la topa di Porta Susa?

minnieEra una topa molto carina, che viveva in una casa senza soffitto e senza cucina, ma era bella, bella davvero a Porta Susa a Torino centro.

Al binario numero 5 della stazione di Torino Porta Susa arrivano e partono treni continuamente. Dietro la linea gialla della banchina ferroviaria migliaia di persone attendono il proprio turno: chi legge un libro; chi guarda il binario cercando di scorgere in lontananza il treno che arriva; chi impaziente controlla il tabellone degli arrivi per verificare lo stato dei ritardi; chi chiacchiera; chi telefona; chi si guarda attorno. Continua a leggere Che fine ha fatto Susy la topa di Porta Susa?

Il dittatore – Né carne né pesce

PropagandaSia chiaro: io non lo cerco e non voglio avere nulla a che fare con lui, ma quel maledetto del dittatore è tornato a bussare alla porta di casa mia e mi ha costretto ad ascoltare la storia che trovate di seguito. Mi raccomando leggete questa storia con la giusta dose di ironia e cercate di trovare la corretta chiave di lettura. Vi auguro una buona lettura..  Continua a leggere Il dittatore – Né carne né pesce

Il dittatore – Si stava meglio quando si stava peggio?

The Great Dictator - filmstill“Si stava meglio quando si stava peggio”; “ah quando c’era lui”; “il problema è che si è lasciato fregare dai tedeschi”; “almeno lui ha fatto le fogne e dato le pensioni”. Sono solo alcune delle tesi che ancora oggi si possono sentire su Benito Mussolini. Il racconto che vi propongo nasce da un luogo comune. Continua a leggere Il dittatore – Si stava meglio quando si stava peggio?

Come un alieno a Genova

etVi propongo un racconto che ho scritto per partecipare al Concorso Letterario “Onda d’arte 2013”. Ogni partecipante ha dovuto presentare un testo narrativo partendo dal seguente incipit:

“Genova, esterno giorno. Quella che, a tutti gli effetti, possiamo definire un’astronave aliena, è appena atterrata in piazza De Ferrari; è lì da ore, ed è circondata da forze dell’ordine, istituzioni, sindaco in testa e, ovviamente, curiosi. In un silenzio irreale si apre il portello e…”

Mi sono divertito molto a scriverlo e il vincolo iniziale ha reso il processo creativo una vera e propria Tempesta di Cervelli. Vi auguro una buona lettura.. Continua a leggere Come un alieno a Genova

“Distacco”, un racconto di Dayla Venturi

madonna

“Distacco”, un racconto di Dayla venturi

La porta si chiuse con un rumore di gomma compressa, i finestrini vibrarono, mentre il 54 partiva dietro di lei con uno sbuffo canzonatorio di esalazioni senza piombo in risposta al suo mugugno. Figurati se l’autista, mingherlino con la camicia ancora in piega nonostante fosse pomeriggio inoltrato, si era degnato di aiutarla con la valigia. Non era sua competenza. Continua a leggere “Distacco”, un racconto di Dayla Venturi