horusSono giovani, competenti e italiani. I protagonisti della storia che vi voglio raccontare sono Saverio Murgia, Luca Nardelli e Benedetta Magri, tre ragazzi che hanno avuto un’idea e che stanno lavorando sodo per farla diventare realtà. Hanno messo la loro conoscenza a disposizione delle persone disabili, insieme hanno progettato un occhiale molto particolare perché in grado di fare vedere chi non ha la vista.

Il loro prototipo si chiama Horus ed è stato presentato a Torino grazie alla collaborazione dell’associazione APRI onlus. Nel video che segue vi propongo una breve intervista agli ideatori dell’occhiale e a Marco Bongi, il presidente di APRI.

Cosa mi ha colpito di questo progetto? Il fatto che a idearlo sono tre ragazzi di 21 e 23 anni; il fatto che il primo supporto che hanno ricevuto è arrivato dall’associazionismo (tra coloro che hanno reso possibile il prototipo ci sono i soci dell’associazione RP Liguria); il fatto che l’occhiale potrebbe avere ripercussioni pratiche rilevanti sulla vita di un non vedente; la passione che ci mettono.

La preoccupazione? Che le competenze e la forza di volontà di questi ragazzi possa fuggire dall’Italia e andare ad arricchire il patrimonio di qualche altra nazione.

Twitter: @gioeleurso1

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sono Gioele

nella vita faccio il giornalista, scrivo libri crime e mi occupo di comunicazione. Seguo con attenzione e passione l’evolversi dei nuovi media e cerco di comprendere come questi possano essere sfruttati per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

Avvio percorsi di formazione di gruppo e individuali sulla comunicazione personale e su come pianificare una buona strategia per promuovere se stessi, il proprio lavoro o la propria passione

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