Non chiamateli sciacalli, sono solo complici. Scusate, ma in questo post credo che sarò un po’ duro, ma ho letto il pezzo sui volontari di EXPO S.P.A. pubblicato da La Repubblica e adesso sono un po’ alterato. Cercherò di essere schematico in modo da essere anche chiaro.
La questione: è pronto un esercito di 17.000 volontari che lavoreranno durante la grande manifestazione internazionale e che non riceveranno alcun pagamento, solo qualche piccolo rimborso. Molti giovani nei mesi scorsi si ribellarono a questa forma di sfruttamento lanciando online una campagna con ashtag #IoNonLavoroGratisPerExpo. Anche Frankie hi-nrg aderì alla campagna di sensibilizzazione lanciata dai ragazzi pubblicando su facebook una lettera rivolta ai fan che lo avevano criticato perché aveva accettato il ruolo di ambasciatore di EXPO. Si dimise.
Il Centro servizi per il volontariato che si occupa del reclutamento dei volontari parla di polemiche futili e di ragazzi che rappresentano un “capitale” per il futuro. I sindacati, CGIL, CISL e UIL, hanno pure firmato un accordo con EXPO S.P.A. che legittima il ruolo di questi 17.000 ragazzi. Tutto in regola dunque, perché lamentarsi?
Io mi lamento perché ci sono persone che per rincorrere la propria passione, per assistere da vicino a un evento, per migliorare il proprio curriculum, per sentirsi più utili in mezzo al mondo, per avere una felpa o per poter dire “io c’ero” rovinano il mercato del lavoro o precludono possibilità ad altri. E tutto questo è possibile perché se lo possono permettere, perché evidentemente hanno le spalle coperte. Io non credo che siano tanti coloro che possono mollare per 30 giorni le proprie attività, gratuitamente, per fare volontariato.
Quindi per cortesia non scomodate quella parola, perché la parola VOLONTARIATO è nobile! I volontari sono coloro che si dedicano a una causa per aiutare altri e non a una società per azioni. Le S.P.A. se vogliono avere lavoratori li devono pagare perché altrimenti, se questi lavorano gratis, sono schiavi e un po’ sciacalli. Oltre che complici di un sistema che non crea lavoro e abbatte i costi dell’attività lavorativa. Anche loro alimentano lo sfruttamento e la precarietà dei giovani italiani.
Twitter: @gioeleurso1
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