Credo di aver guardato l’ultimo film della saga di Axel Foley (Beverly Hills Cop) il giorno stesso che è uscito su Netflix. Da bambino ero un patito di quei film perché era un poliziesco in grado di mettere insieme azione e umorismo. Cliccato su play mi sono ritrovato catapultato negli stessi scenari degli anni Ottanta e Novanta: stesso stile registico, stesso mood musicale, stesso tipo di azione e stesso tipo di umorismo. E mi sono reso conto di una cosa che non avevo mai realizzato prima.
Mi sono reso conto che quella saga ha influito molto sul mio immaginario da autore. Sono stato contaminato e sono contento di essere stato contaminato. A me piace scrivere storie che siano pop e non mi pesa che qualcuno pensi che la mia sia letteratura buona solo per lo svago. Anzi, non credo che ci sia nulla di più gratificante che regalare al lettore un momento di leggerezza e puro intrattenimento.
Così nelle mie storie tento di mettere azione, ma anche umorismo. Tento di scrivere immaginando una musica di sottofondo e spero che il lettore possa ascoltarla quando leggerà quella storia. La contaminazione è parte di noi. I libri che abbiamo letto, i telefilm che abbiamo visto, la musica che abbiamo ascoltato fanno parte del nostro modo di scrivere.
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.








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