I nuovi mestieri del digitale

Anche io ricevo le proposte di lavoro da LinkedIn. Un po’ come tutti. Alcune le apro e con curiosità osservo la tipologia di contratto offerta, la sede di lavoro, lo stipendio. È un modo per farsi un’idea della direzione che sta prendendo il tuo mercato di riferimento. Mercato che nel mio caso è sempre stato il settore del giornalismo. Da qualche tempo a questa parte però qualcosa è cambiato, sono spuntati i nuovi mestieri digitali. 

Nuovi? La domanda è d’obbligo perché scavando un po’ si capisce che in molti casi il nome è nuovo, ma il lavoro è vecchio. Junior influencer, creator marketing manager, youtuber writer, blog content writer, video editor freelance. Sono solo alcuni esempi di posizioni richieste nelle ultime due settimane. 

Youtuber writer e blog content writer, ovvero copywriter. Junior influencer, ovvero promotori. Creator marketing manager, ovvero responsabile marketing di settore. Video editor freelance, ovvero montatori (solo che una volta questo mestiere era meno accessibile di oggi). 

Quel che cambia non è dunque la tipologia di professionista, ma il media per il quale lavora. Oggi chi crea contenuti per YouTube corrisponde al vecchio autore televisivo o al giornalista, solo che essendo cambiato il mezzo dovrà essere adattato anche il linguaggio al target e al modello di distribuzione del contenuto. 

Io per esempio quando mi approccio a YouTube so che la prima scelta che devo fare è se pubblicare il video in versione orizzontale o verticale perché cambia il modello di distribuzione e di conseguenza dovrò cambiare anche la tipologia di contenuto. Ma non sto a tediarvi su questi aspetti tecnici. 

Il blog content writer non è altro che un copywriter, un professionista che collabora con una realtà specifica che gli commissiona testi su determinati argomenti. Non è stato inventato nulla. Chi scrive per gli altri esiste da sempre, quel che cambia in questo caso è la tipologia di scrittura perché se pubblichi su una piattaforma digitale devi tenere conto del lettore e degli aspetti tecnici ed empatici che vanno rispettati quando scrivi per il web.  

Cosa ci dice dunque questa rivoluzione dei mestieri? Secondo me ci dice una cosa sola: i contenuti sopravvivono, quel che cambiano sono i mezzi. La migrazione dei contenuti sul digitale è iniziata prima degli anni Duemila: web, siti, blog, forum, myspace, msn, social, google, YouTube, Facebook, Instagram, TikTok. E adesso i nuovi motori di ricerca, l’intelligenza artificiale, i video AI. 

Un lungo processo che ci sta portando nel futuro. Quel che rimane è l’idea. Il contenuto. Un buon contenuto però non vale nulla senza nessuno che lo visualizzi. È per questo che dobbiamo imparare a conoscere i nuovi linguaggi. 

L’anno scorso ho lanciato Sboomerizzati, un percorso di formazione sui temi della comunicazione digitale. Tra il 2024 e il 2025 ho tenuto tre corsi. Abbiamo parlato di come si comunica in modo efficace e di quali sono gli strumenti da utilizzare. Se sei interessato a iniziare un percorso con me contattami via mail a gioele.urso@gmail.com per avere ulteriori informazioni.

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sono Gioele

nella vita faccio il giornalista, scrivo libri crime e mi occupo di comunicazione. Seguo con attenzione e passione l’evolversi dei nuovi media e cerco di comprendere come questi possano essere sfruttati per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

Avvio percorsi di formazione di gruppo e individuali sulla comunicazione personale e su come pianificare una buona strategia per promuovere se stessi, il proprio lavoro o la propria passione

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