Ecco perché ho voluto stampare le fotografie delle vacanze

In queste settimane di riposo meritato ho meditato tanto, soprattutto grazie agli spunti delle persone che conosco e che gravitano attorno al mio mondo. Tranquilli, questo non è un post per parlare dei massimi sistemi e del senso della vita; questo è pur sempre un blog che tratta di comunicazione, social, narrativa e cose simili.

La comunicazione è sempre il tema principale. Tutti hanno necessità di comunicare e io ho avuto modo di sentirne un po’ di tutti i colori. E credo che nelle settimane prossime prenderò spunto dalle discussioni che ho sostenuto per discutere con voi del mio modo di intendere la comunicazione.

Oggi però la ruggine tra le dita si sente eccome e le idee sono ancora da mettere in ordine quindi ho deciso di lanciarvi uno spunto di riflessione: secondo voi è arrivato il momento di pensare a un graduale ritorno all’analogico? In che senso? Ve lo spiego!

Siamo a fine agosto e quasi tutti noi siamo tornati dalle vacanze. Qualcuno avrà fatto un viaggio pazzesco, altri saranno andati al mare. Il comune denominatore però è lo stesso: le fotografie. Chi avrà fotografato il tramonto più bello del mondo, chi invece avrà scattato una foto magari al proprio bambino. Il primo magari con la propria reflex, il secondo con il cellulare. Ma a entrambi cosa rimane in mano? Lo schermo attraverso il quale guardarla.

Io quest’anno ho preso una decisione differente: ho selezionato le foto che mi piacevano di più (non per forza le più belle, ma quelle più evocative) e le ho stampate. Ho comprato un album fotografico e le ho sistemate dentro. Adesso è sulla mensola del salone di casa pronto a essere sfogliato ogni tanto. Le ho pure fatte vedere. Un piacere differente dal condividerle su facebook e attendere i “mi piace”.

Non è detto che non farò un album sui social da condividere, ma ho voluto avere un supporto fisico in mano. Perché? Per non perdere il ricordo e per avere qualcosa di tangibile. 

Come può questa riflessione essere utile alle nostra comunicazione? Il supporto fisico serve sempre. La promozione della nostra immagine non si può limitare al web perché il web non è ancora per tutti. La produzione di supporti fisici è importante perché rimane, perché crea un contatto, perché trasporta la nostra comunicazione dal mondo dell’irreale a quello della realtà.

La pensi come me?

È importante che tu condivida questo articolo e qui ti spiego il motivo!

Mail: gioele.urso@gmail.com
Seguimi su Twitter: @gioeleurso1
Metti “mi piace” sulla Pagina Facebook: Social Media News
Metti “mi piace” sulla Pagina Facebook: CuriosiTO

SE VUOI LEGGERE IL MIO ROMANZO SUICIDIO CULINARIO CLICCA QUI E SCARICALO GRATUITAMENTE

Una replica a “Ecco perché ho voluto stampare le fotografie delle vacanze”

  1. Avatar Kian F

    Grreat reading this

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

sono Gioele

nella vita faccio il giornalista, scrivo libri crime e mi occupo di comunicazione. Seguo con attenzione e passione l’evolversi dei nuovi media e cerco di comprendere come questi possano essere sfruttati per migliorare il nostro lavoro quotidiano.

Avvio percorsi di formazione di gruppo e individuali sulla comunicazione personale e su come pianificare una buona strategia per promuovere se stessi, il proprio lavoro o la propria passione

Colleghiamoci