Può un libro poliziesco essere definito un romanzo anti poliziesco? No, tranquilli, non sono impazzito e non voglio neppure mandarvi in confusione. La questione è semplice: ho terminato di leggere ‘La promessa’ di Friedrich Durrenmatt e l’ho trovato un libro stupendo. La storia è affascinante e i personaggi sono reali, ma la cosa straordinaria è il pensiero che c’è dietro questo libro. O almeno quel che credo di aver intravisto io.
La trama del libro
‘La promessa’ è un romanzo poliziesco pubblicato per la prima volta nel 1958 e parla di reati sui minori. La vittima è una bambina che viene trovata senza vita in un bosco, si chiama Gritli e prima di morire aveva fatto un disegno dove ritraeva un gigante con dei porcospini. La polizia si convince che il colpevole sia lo stesso ambulante che ha trovato la ragazzina e lo arresta, ma non tutti sono di questa idea. Mattahai, il più brillante commissario di Zurigo, crede nell’innocenza dell’ambulante, ma soprattutto è convinto che il vero assassino sia ancora in giro e possa uccidere altre bambine. Trovarlo diventerà la sua vera ossessione.
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Perché è un libro anti poliziesco
Voi avete presente quel che dicono gli autori di polizieschi ogni volta che parlano del genere poliziesco, giallo o noir? La regola fondamentale da seguire è una: nel poliziesco (o nel giallo e nel noir) tutto deve tornare. È come un puzzle dove non ci possono essere errori perché il lettore è esigente. Quindi deve esserci una vittima, un’indagine, una serie di indizi ben inseriti nella trama e una soluzione finale che sia coerente con il tutto. Ecco ne ‘La promessa’ questo non avviene.
Leggendolo, come se avessi avuto un presentimento, mi sono piazzato un segnalibro a pagina 16 (edizione Adelphi). Uno dei personaggi, un poliziotto in pensione che racconta la vicenda a uno scrittore, dice: “Ciò che davvero mi irrita dei vostri romanzi è la trama. [..] Le vostre storie sono costruite secondo logica, come in una partita a scacchi: il criminale, la vittima, il complice, l’approfittatore; basta che il detective conosca le regole e le applichi al gioco ed ecco che arresta il criminale e la giustizia trionfa. Un imbroglio che mi rende furioso”.
Il personaggio, che ricordo essere un poliziotto in pensione, continua dicendo che nella realtà non è così e che spesso la polizia viene soccorsa dal caso e dalla fortuna. Nella vita insomma non tutto torna e a volte le cose avvengono senza un senso preciso. In questo libro Friedrich Durrenmatt è fedele a se stesso e regala al lettore una storia di sangue, ossessione, pena, degrado e follia che ha un finale amaro e antipoliziesco.
E anche se non è un puzzle, nel quale ogni pezzo ha il suo incastro, è un libro meraviglioso.
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter che si chiama ‘Ed è subito Crime’, iscriviti. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.








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