Quattordici anni fa dicevo addio alla politica. Me lo ha fatto ricordare un amico che, inconsapevolmente, mi ha fatto rispolverare un vecchio ricordo di facebook: il 30 marzo 2010 all’indomani del risultato elettorale più controverso della storia delle elezioni regionali in Piemonte, mi spingevo a scrivere su facebook un post a dir poco amareggiato. Ma perché l’avevo presa così tanto male?
Nella mia carriera per una strana combinazione di eventi si sono sempre alternati momenti di giornalismo e infotainment, a momenti di comunicazione politica. In fondo per un bimbo che cresce con le vignette di Forattini non poteva essere diversamente. Proprio in quelle elezioni regionali del 2010 ho avuto tra le mani la mia primissima gestione della comunicazione di una campagna elettorale. Un lavoro non molto impegnativo perché il candidato all’epoca era nel listino di quello che era il candidato favorito (che poi perse) e dunque non correva per le preferenze.
Ricordo che fu la prima campagna elettorale nella quale provammo a usare facebook e nella quale impazzii per tentare di pubblicare sui social dei video. Qualche traccia di quella esperienza sul web forse c’è ancora. Comunque no, non abbandonai affatto la politica perché due anni dopo ci ricascai e continuai a fare comunicazione politica per sette anni, fino al 2019. E a ben pensarci queste del 2024 saranno le prime elezioni (regionali o europee) alle quali non lavorerò dal 2010. Le fasi della vita sono tante, milioni di milioni e saltuariamente tornano.
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.







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