TikTok ha appena censurato un mio video. Sì, la piattaforma social ha eliminato dal mio account un video perché, a loro dire, avrei violato le linee guida della piattaforma. Come sempre andiamo con ordine.
Di cosa parlava il video?
Si tratta di un video che ho pubblicato il 7 agosto sia su TikTok, sia su Instagram nel quale parlavo di cannabis legale. In quel periodo il tema della stretta da parte del Governo sui prodotti a base di cannabis era di grande attualità. Pochi giorni prima avevo pubblicato sul giornale per il quale scrivo – Torino Today – un’intervista a un imprenditore piemontese del settore che snocciolava i numeri della crisi del settore. Il video se volete vederlo è ancora sul mio Instagram.
Che contenuto era?
In sostanza era un contenuto attraverso il quale mettevo in evidenza che le decisioni del Governo sulla stretta al settore cannabis legale avrebbero portato a una crisi che avrebbe generato disoccupazione. TikTok ha dunque censurato un video nel quale si parlava di lavoro e crisi occupazionali. Di lavoratori.
Cosa imparo da questo?
Quel che imparo – in realtà non è una cosa che emerge oggi – è che stiamo affidando la nostra comunicazione e il nostro pensiero a piattaforme che valutano in modo autonomo e senza appello i nostri contenuti e i nostri pensieri, le nostre posizioni e le nostre idee. Mi domando: è saggio legarci in modo così stretto a queste piattaforme che senza contraddittorio possono decidere di metterci il bavaglio? Secondo me no.
Quindi?
Utilizzare i social è necessario. Sono una persona d’istinto e dunque in questo momento la prima cosa che farei sarebbe cancellare il mio account TikTok, ma non lo farò perché dobbiamo stare sui social. La comunicazione di quel che facciamo ormai passa da lì, ma possiamo decidere di non legarci in modo assoluto a queste piattaforme utilizzando altri strumenti di comunicazione. Io per esempio in questo momento sto utilizzando un blog che, nelle sue varie forme, ho da oltre 20anni. Avere una casa propria sul web è fondamentale. Ricordatelo.
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Ho una newsletter ‘Scrivere Crime‘.








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