#SocialCagacazzo: quando lo smartphone è utilizzato male

Sono i rompipalle del nuovo millennio; quelli che sfruttano le tecnologie nel peggior modo possibile; quelli che su facebook ti invitano a giocare ai peggio giochi possibili; quelli che utilizzano il cellulare come un megafono; quelli che non abbassano i toni del telefono quando armeggiano lo smartphone: sono i #SocialCagacazzo (scusate la volgarità, ma mi sono impegnato a cercare un termine più educato e non sono riuscito a trovarlo). Continua a leggere “#SocialCagacazzo: quando lo smartphone è utilizzato male”

Repubblica e l’ode a chi non legge in un paese analfabetizzato

leggere insiemeO mamma mia mi vengono i brividi. Anzi, a ben pensarci, ho anche la nausea. Magari vomito qui, sulla scrivania, tra la G e la K della mia tastiera. Ho la testa pesante e mi brucia il collo. Sento la nuca che pulsa. Non è influenza intestinale. Non è neppure la cervicale. Non è l’insalata di fagioli che ho mangiato a pranzo (anche se credo che dovrei valutare la possibilità di smettere di mangiarne chili a settimana). Io sto male perché ho letto Repubblica. Continua a leggere “Repubblica e l’ode a chi non legge in un paese analfabetizzato”

Musica per organi caldi: sesso, alcolici e Charles Bukowski

bukMusica per organi caldi è una raccolta di racconti scritti da Charles Bukowski ed edita per la prima volta negli Stati Uniti nel 1983. Si tratta di trentasei storie attraverso le quali ci viene descritto dallo stesso autore un lato tanto intimo della propria personalità.

Nelle oltre duecento pagine di storie non troviamo il miglior Bukowski, ma uno dei più sinceri. Continua a leggere “Musica per organi caldi: sesso, alcolici e Charles Bukowski”

La vita ha un senso, ma noi lo abbiamo dimenticato

nebbiaLa mia sola ambizione è di non diventare nessuno, mi sembra la cosa più giusta” – lo scrive Bukowski nel racconto La morte del padre I. E’ da qualche giorno, ormai ho superato la doppia cifra, che rifletto sul senso della nostra esistenza (ho cominciato anche a scrivere qualcosa su questo) e sono arrivato a due conclusioni e una domanda.

La vita è un brivido che vola via, lo diceva Vasco: è un processo che inizia e finisce senza chiederti il permesso, l’unica cosa che si può fare è subirla cercando di limitare i danni. Tutti la subiamo, anche coloro che si sbattono dalla mattina alla sera per la carriera o per arricchirsi la subiscono, perché in ogni caso finisce quando vuole lei, non quando vogliamo noi. Sarà banale, ma questa è la prima conclusione. Continua a leggere “La vita ha un senso, ma noi lo abbiamo dimenticato”

Bukowski: “Una sana scopata non va del tutto snobbata”

bukowski“D’accordo, allora dimmi un po’, Tony, cosa c’è che non va nell’amore?”
“L’amore è una forma di pregiudizio. Ami ciò di cui hai bisogno, ami ciò che ti fa star bene, ami ciò che ti torna utile. Come fai a dire di amare una persona quando ce ne sono almeno diecimila al mondo che ameresti di più se solo le incontrassi? Ma non le incontrerai mai”
“D’accordo, allora ognuno di noi fa del suo meglio” Continua a leggere “Bukowski: “Una sana scopata non va del tutto snobbata””

Se Truman Capote fosse stato inviato a Cogne cosa avrebbe scritto?

capoteIl problema è che quando ho finito di leggere A sangue freddo di Truman Capote mi sono sentito a disagio.

A consigliarmi l’opera del giornalista statunitense è una donna polacca che incontro durante un viaggio in treno. Siamo tutti e due ospiti di una vecchia linea ferroviaria di provincia: io ho in mano L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquezlei mi si siede di fronte e attacca bottone. Parliamo per tutto il viaggio di narrativa, scrittori, letteratura e quando scende poche fermate prima di me sono convinto che se l’avessi incontrata quarant’anni prima mi sarei perdutamente innamorato di lei.  Continua a leggere “Se Truman Capote fosse stato inviato a Cogne cosa avrebbe scritto?”

Volbeat: i danesi che fondono rockabilly e metal

volbeatUna tempestadicervelli è un processo incontrollabile e disordinato che nasce da spunti presi casaccio, un po’ come quando nasce una storia: un racconto o un romanzo che sia può nascere da un’immagine, una frase o anche una canzone. E’ per questo che oggi vi propongo un input musicale. La canzone è dei Volbeat è si intitola Sad Man’s Tongue. Continua a leggere “Volbeat: i danesi che fondono rockabilly e metal”

Non è una questione di Self Publishing, ma di Advertising

self-publishingQuando l’ho scritto non pensavo di creare tanto interesse dietro un post dedicato al Self Publishing (Il Self Publishing in Italia non funziona: provato sulle mie spalle) e ammetto che la discussione nata sulle varie piattaforme è stata interessante e istruttiva. Cercherò di essere ordinato nel ragionamento, cosa che raramente mi riesce, perché credo che sia necessario darvi alcune risposte. Continua a leggere “Non è una questione di Self Publishing, ma di Advertising”

Informazione politica: la Tv la più amata, il web cresce quanto la radio; male Santoro e la Berlinguer

mike bongiornoSe la politica in Italia non se la passa bene, chi dovrebbe fare informazione politica non se la passa sicuramente meglio. In calo la fiducia che gli italiani ripongono nei telegiornali, ma la televisione mantiene pressocché inalterato il suo dominio sugli altri media, un po’ come i quotidiani; web e radio crescono quasi di pari passo; male Servizio Pubblico; Striscia la Notizia meglio di Che Tempo che fa, ma Le Iene sono le uniche che crescono.  Continua a leggere “Informazione politica: la Tv la più amata, il web cresce quanto la radio; male Santoro e la Berlinguer”

Il Self Publishing in Italia non funziona: provato sulle mie spalle

self publishingA quasi sei mesi di distanza dalla pubblicazione online di Suicidio Culinario, il mio romanzo, posso dire con soddisfazione che il Self Publishing non funziona. Le vendite non spiccano il volo e la copia digitale non ti permette neppure di farti conoscere: la bontà dello strumento non si mette in discussione, ma i risultati che ne derivano assolutamente sì.  Continua a leggere “Il Self Publishing in Italia non funziona: provato sulle mie spalle”