Chiunque segua il calciomercato saprà di cosa sto parlando. Quasi tutte le notizie date in questa lunga estate di trattative sono state certificate sempre dalla solita frase che era: ‘Come scritto da Fabrizio Romano’. Tanto che a un certo punto anche io mi sono domandato chi fosse questo Fabrizio Romano e da quel che capisco sono uno dei pochi che non lo conosce.
A raccontarmi qualcosa di più di lui è stato il Corriere della Sera che lo ha intervistato e gli ha dedicato mezza pagina sull’edizione di giovedì 17 agosto. Il motivo? L’account twitter di Fabrizio Romano è diventato il più influente al mondo grazie alle sue 4,2 miliardi di interazioni. Così sulle pagine del quotidiano viene scattata una fotografia del giornalista che ha rifiutato un’assunzione a Sky per dedicarsi all’informazione sui social.
Avete capito bene. Fabrizio Romano ha rifiutato un’assunzione a Sky per dedicarsi all’informazione sui social. Sì, lo ripeto: Fabrizio Romano ha rifiutato un’assunzione a Sky per dedicarsi all’informazione sui social. È un pazzo? Un visionario? Uno che ci ha provato e che gli è andata bene? Io non credo sia nulla di tutto questo, ma penso che la sua storia ci dica molto della direzione che sta prendendo il mondo del giornalismo. Soprattutto quello online.
Romano è un giornalista che racconta di aver fatto gavetta, battuto luoghi a caccia di notizie e che ancora oggi dice di basare il suo lavoro su contatti, verifiche, incontri e via dicendo. Insomma fa quel che un giornalista dovrebbe fare quotidianamente. Questo è il primo dato che dobbiamo tenere a mente: ha portato il metodo giornalistico dentro le piattaforme social. Su Instagram, Twitter e TikTok pubblica le sue notizie, materiale esclusivo frutto di lavoro.
Il secondo dato sono le piattaforme stesse. Quando nel 2012 dicevamo che i social stavano aprendo a una nuova concezione dei media, la maggioranza delle persone non ci credeva. All’epoca il concetto di influencer era lontano dalla nostra cultura. Oggi però sono molti i creator che utilizzano le piattaforme come canali personali sui quali postare i propri contenuti. Che siano di intrattenimento o informazione.
Ogni profilo social può dunque diventare un media e così Fabrizio Romano ha trasformato i propri account nell’equivalente di un sito di informazione o di un servizio televisivo. Al Corriere racconta di guadagnare attraverso i suoi canali social molto più di quel che guadagnerebbe dai media tradizionali. È questo dunque il futuro? Non lo so.
Di sicuro il giornalismo sta cambiando, offre meno opportunità economiche e sta rincorrendo (sbagliando) la viralità dei social. Sarà sempre più normale informarsi seguendo determinati professionisti online che saranno slegati da gruppi editoriali, e il mercato sarà necessariamente stratificato. Non tutti avranno le oltre 4 miliardi di interazioni di Fabrizio Romano; altri avranno meno follower, ma avranno un pubblico più targettizzato e fidelizzato.
Qualche tempo fa durante una conversazione una ragazza mi disse che lei si informava solo su Instagram, a questo link il pezzo dove racconto quell’episodio. Il futuro è questo. Ne parlavamo oltre 10 anni fa e adesso si sta realizzando. L’unica domanda che attende una risposta è: come evolveranno – se evolveranno – i gruppi editoriali?
Chi sono? Mi chiamo Gioele Urso e sono un giornalista e autore torinese. Da giornalista mi occupo di politica, sindacale, manifestazioni di piazza, problemi di quartiere e più in generale di storie. Come autore ho pubblicato tre libri noir: ‘Le colpe del nero‘ nel 2018, ‘Calma&Karma‘ nel 2020 e ‘L’assassino dei pupazzi‘ nel 2022. Se vuoi puoi ascoltare i miei audio racconti su Spotify.








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