Torino, 8 residenti su 10 hanno già scambiato un’immagine AI per vera

Torino ha il primato dei creduloni. Ben otto residenti su dieci hanno già scambiato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale per una fotografia reale (il 78.9%). A seguirla in questa drammatica classifica ci sono Bari (78.3%), Genova (76.9%), Catania (76.3%), Bologna (76.1%), Milano (74.7%), Roma (72.6%), Venezia (70.4%), Napoli (68.4%) e Firenze (56%).

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Sony ZV E10 test video a Torino

Con il passare degli anni mi sono reso conto che sin da bambino ho sempre tenuto tra le mani una videocamera. La prima fu una JVC con cassetta che mi venne regalata dai miei genitori quando non avevo compiuto ancora dieci anni. La usavamo per fare i filmini delle vacanze che guardavamo sul televisore grazie a una cassetta più grande che fungeva da adattatore.

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Del video, un po’ come per il maiale, non si butta via niente

Ogni giorno migliaia di videomaker in tutto il mondo girano immagini di copertura che non utilizzeranno mai. Intasando hard disk e buttando nella spazzatura materiale video che potrebbe essere riutilizzato. Sì, perché del video, un po’ come per il maiale, non si dovrebbe buttare via niente.  Continua a leggere “Del video, un po’ come per il maiale, non si butta via niente”

Ecco come smascherare un fake su Facebook grazie a Google

La ragazza che ti ha appena chiesto l’amicizia su facebook è troppo bella per essere vera? Un tizio che sembra un attore americano ti ha scritto in privato chiedendoti di uscire? Sui social circola la foto di un uomo che avrebbe commesso un’atrocità talmente cruda da farti indignare? Fermati: prima di lasciarti prendere dall’entusiasmo o dallo sdegno verifica che l’immagini sia originale. Come? Ora te lo spiego! Continua a leggere “Ecco come smascherare un fake su Facebook grazie a Google”

Questo è forse il momento più basso del giornalismo italiano

giornalismoE poi a un certo punto bisogna anche guardarsi in faccia e dirselo chiaramente: il problema più grosso del giornalismo è la superficialità con la quale in molti lavorano. Sarebbe ora di ammettere che se le bufale hanno così tanto successo tra i lettori digitali, forse, il motivo è che l’informazione tradizionale ha perso tanta credibilità. Il Sole 24 Ore domenica pubblicava un articolo che ha avuto grande consenso tra gli addetti ai lavori, il titolo era “È la bufala bellezza“. In questo articolo, che vi consiglio di leggere, in qualche modo viene descritta la connessione tra bufale e casse del mondo editoriale. Continua a leggere “Questo è forse il momento più basso del giornalismo italiano”