Informazione digitale: vale più un click o un buon contenuto?

Uno dei tanti falsi miti che vorticano attorno al mondo del digitale è quello dei testi brevi, anzi brevissimi. Si dice che il lettore digitale non abbia tempo e che i produttori di contenuti debbano risolvere tutto in poche battute. A mio avviso siamo davanti alla boiata delle boiate. In che senso? Nel senso che ci sono due tipi di lettori: quelli che vogliono sapere tutto subito e quelli che sono disposti a spendere il proprio tempo per avere un’informazione più completa. A questi ultimi un certo tipo di mondo digitale non guarda e fa male, perché così facendo non rende il proprio canale un canale di valore.

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USA, assalto al Congresso e Media: le responsabilità

Quel che è successo negli USA è anche frutto di un processo lungo di spettacolarizzazione dell’informazione. I media assecondano e fanno da megafono alle dichiarazioni più inverosimili rendendole legittime. Così sono nati e cresciuti i movimenti di folli, incapaci e ignoranti più disparati. Tutto questo perché fa vendere, fa click, fa tiratura, fa pubblicità, fa incasso, fa economia. Negli Stati Uniti, quelli che dicono che … Continua a leggere USA, assalto al Congresso e Media: le responsabilità

Informazione digitale, siti chiusi e a pagamento: è arrivato il momento?

E se avesse ragione Luciano Fontana, il direttore de Il Corriere della Sera? E se veramente non fosse arrivato il momento di dirsi che è il momento di tirare fuori il coraggio e di chiudere i siti internet ai soli utenti registrati e abbonati? Se veramente una buona fetta del mercato dell’informazione sarà retta sulle spalle del giornalismo digitale, questo vuol dire che è arrivato il momento di affrontare il discorso seriamente! Continua a leggere “Informazione digitale, siti chiusi e a pagamento: è arrivato il momento?”

Perché l’informazione online non risponde alla legge sulla stampa e i “giornali murali” sì?

giornale muraleNe abbiamo discusso parecchio e alla fine si è deciso così“. Furono queste le parole che mi vennero dette da un amico una sera in cui si parlava di informazione online e delle regole alle quali non è costretto a sottostare chi si occupa di giornalismo sul web. O meglio, sgombriamo il campo da ambiguità, non è costretto a sottostare chi crede di occuparsi di giornalismo online e non ha l’obiettivo di curare un semplicissimo blog, come può essere questo che curo io. Continua a leggere “Perché l’informazione online non risponde alla legge sulla stampa e i “giornali murali” sì?”

Informazione politica: la Tv la più amata, il web cresce quanto la radio; male Santoro e la Berlinguer

mike bongiornoSe la politica in Italia non se la passa bene, chi dovrebbe fare informazione politica non se la passa sicuramente meglio. In calo la fiducia che gli italiani ripongono nei telegiornali, ma la televisione mantiene pressocché inalterato il suo dominio sugli altri media, un po’ come i quotidiani; web e radio crescono quasi di pari passo; male Servizio Pubblico; Striscia la Notizia meglio di Che Tempo che fa, ma Le Iene sono le uniche che crescono.  Continua a leggere “Informazione politica: la Tv la più amata, il web cresce quanto la radio; male Santoro e la Berlinguer”