QuarantenaBlog, Giorno 7 – C’è da festeggiare

Diario di bordo dalla quarantena. Giorno 7, ore 16.53. Oggi c’è da festeggiare.

1) Alzate i calici e brindate insieme a me miei prodi e fidati amici, oggi c’è qualcosa da festeggiare. No, non mi sono negativvizzato (anche perché il tampone di verifica è in programma il prossimo lunedì, il 17 gennaio), ma ho superato le 100.000 battute del nuovo libro. Cosa vuol dire questo? Significa che ho raggiunto un primo piccolo obiettivo. Il testo finale dovrà superare in modo abbondante le 200.000 battute, dunque adesso sono quasi alla metà della stesura della prima bozza della prossima avventura del commissario Montelupo. Fino a oggi mi sono dedicato all’assestamento della storia, da adesso si entra nel vivissimo della vicenda. Sono molto contento.

2) Da quando ho iniziato a scrivere il QuarantenaBlog (che alla fine sono una serie di pensieri buttati alla rinfusa sul un file rtf) avete dimostrato di essere molto interessati. Ogni giorno il numero di lettori aumenta e questo non può che farmi piacere. Tutto questo però mi porta a una riflessione: sono anni che ho messo da parte il blog per dedicarmi di più ai social, avrò sbagliato? In fondo per me che sono un vecchio utente del web il blog è il principio di ogni cosa. Il primo l’ho aperto nel 2002 e si chiamava tempestadicervelli.com. Esiste ancora adesso, ma non lo aggiorno con costanza. Proprio ieri un utente mi ha scritto un commento chiedendo perché non lo aggiornassi. “Non ho tempo”, ho risposto. Poi mi sono domandato però: quanto tempo in realtà spreco a cazzeggiare sui social quando potrei dedicarmi a una passione che, dopo quasi dieci giorni di quarantena, posso dire di trovare più costruttiva? È una riflessione. Forse dovrei dedicare un po’ di tempo in più ai miei due blog, quello personale (gioeleurso.com) e quello dedicato alle socialmedianews (tempestadicervelli.com). Voi cosa ne pensate? Ha ancora senso dedicarsi ai blog?

3) Comunicazione di servizio ai tanti che ieri si sono appassionati alla storia della pizza: alla fine l’ho ordinata e l’ho mangiata prima di guardare la partita di Coppa Italia del Milan. Ho ordinato una capricciosa con aggiunta di gorgonzola e ho ordinato anche un arancino. Sono molto soddisfatto. Voglio anche ringraziare (non farò i nomi per questioni di riservatezza, ma loro sanno chi sono) chi dopo aver letto il blog si è proposto per portarmi la pizza a casa. Questa quarantena sarebbe stata molto più dura senza il vostro affetto e la vostra continua presenza. In questi giorni mi avete scritto, telefonato, commentato i post e dato un obiettivo quotidiano. Vi voglio bene e credo che voi ne vogliate un po’ anche a me.

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Calma&Karma la trama

Torino, il cadavere di una ragazza di colore viene trovato sulle sponde del fiume Po. Il responsabile dell’indagine è il commissario Riccardo Montelupo, un poliziotto sui generis ma integerrimo e amatissimo dai suoi collaboratori. La scarsità di indizi e un muro di omertà rende complicato dipanare la matassa che si cela dietro questo omicidio, fino a che una fuga di notizie e la decisione di un cronista di pubblicare le immagini del cadavere martoriato daranno un’improvvisa accelerata alle indagini. In una Torino multietnica e postindustriale, in cui sfruttati e sfruttatori non sono sempre così distinguibili, si snoda una vicenda che metterà a dura prova il commissario Montelupo facendo vacillare anche alcune sue certezze.

Chi è Gioele Urso

Giornalista torinese, si occupa anche di social network e nuovi media. Dal 2002 opera in ambito radio-televisivo e digitale. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti “Barlo”, nel 2018 ha pubblicato un romanzo noir dal titolo “Le colpe del nero” (Edizioni del Capricorno) e nel novembre 2020 ha pubblicato il romanzo noir “Calma&Karma” (Golem Edizioni). Come autore ha partecipato al Torino Film Festival con il cortometraggio “Falling Up” e al Piemonte Movie con il cortometraggio “Ezechiele 25, 17 – Chapter 8: Trashomon”.

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