A Barcellona come se fosse la prima volta

Barca 015Andare a Barcellona per vedere una partita di calcio (Barca-Milan) e portarsi via qualcosa che le altre volte che eri stato in quella stessa città non eri riuscito a vedere. Barcellona-Milan per me è stato soprattutto altro: il mercato coperto vicino La Rambla, la serenità del mare a novembre, l’orrore dei piccioni appesi al banco del macellaio, il colore e la multietnicità della società. Continua a leggere “A Barcellona come se fosse la prima volta”

Perché più canali Tv non è sinonimo di maggiore qualità, ditelo a quelli di Auditel

image

L’aumento dell’offerta di canali televisivi è stato un bene o un male? Sia ben chiaro, si tratta di un dibattito inteno al mondo dell’editoria, ma che ha ripercussioni tangibili sul mercato del lavoro di settore. In qualche modo la discussione viene riproposta oggi sul quotidiano La Stampa con un’intervista a Walter Pancini, direttore di Auditel; il passaggio interessante a mio avviso è questo:

Continua a leggere “Perché più canali Tv non è sinonimo di maggiore qualità, ditelo a quelli di Auditel”

Sportitalia chiude, anzi no, ma forse sì: quando il giornalismo è inzerbinito

sportitaliaSportitalia chiude, anzi no, ma forse sì. Solitamente non commento volentieri quelle che sono crisi aziendali che riguardano il settore dell’editoria perché facendone parte si insinua in me la paura di dire qualcosa di sbagliato o di non opportuno. Anche in questo caso avevo deciso di fare allo stesso modo, fino a quando non sono inciampato sull’annuncio in diretta televisiva di Michele Criscitiello. Continua a leggere “Sportitalia chiude, anzi no, ma forse sì: quando il giornalismo è inzerbinito”

Educazione Siberiana, come quando manca l’intreccio narrativo

gioeleHo dovuto aspettare sei mesi, leggere altri quindici libri e vedere il film per riuscire a tracciare un giudizio di Educazione Siberiana, il romanzo di Nicolai Lilin edito da Einaudi. Nel frattempo lui ha avuto il tempo di diventare un conduttore televisivo e di sgonfiarsi, almeno per il momento, come un palloncino che rimbalza su una pala di fico d’India.  Continua a leggere “Educazione Siberiana, come quando manca l’intreccio narrativo”

Il Grande Gatsby, ieri come oggi tra indifferenza e tradimento

gatsby“Sono un branco di schifosi” – gli gridai attraverso il prato – “Tu da solo vali più di tutti loro messi insieme”. Semplice e banale, in una frase Francis Scott Key Fitzgerald racchiude la morale di un romanzo, Il Grande Gatsby, che è una critica delicata e feroce alla società statunitense degli anni a cavallo tra il 1920 e il 1930. Attenzione però perché nulla è cambiato: qualcuno ancora oggi ambisce agli stessi vizi. Continua a leggere “Il Grande Gatsby, ieri come oggi tra indifferenza e tradimento”

La Scimmia pensa, la Scimmia fa: Palahniuk non è un maschilista

palahniukHo terminato di leggere La Scimmia pensa, la Scimmi fa di Chuck Palahniuk e questa è una buona notizia perché vuol dire che la smetterò di ammorbarvi con citazioni tratte dal libro e con deduzioni nate spontaneamente. Rispetto a quelle che sono le mie abitudini ci ho messo parecchio a leggerlo, ma sono arrivato alla conclusione che i motivi siano principalmente due: il grigiore di molte giornate torinesi (quando è nuvolo, piove e fa fresco mi rattristo); me lo sono proprio gustato. Continua a leggere “La Scimmia pensa, la Scimmia fa: Palahniuk non è un maschilista”

Scrivo perché..

ti scrivoTra le righe dei romanzi, dei racconti o dei saggi gli autori raccontano parecchio delle proprie tendenze. Ho deciso di riportare in una nuova sezione tutte le tracce che riesco a decodificare dentro le pagine di quello che leggo. Cominciamo con Chuck Palahniuk, il brano che segue è tratto da un articolo riportato nel libro La Scimmia pensa, la Scimmia faOvviamente sono gradite le segnalazioni dei vostri scrivo perché” e degli “scrivo perché” che riuscite a decodificare. Continua a leggere “Scrivo perché..”