Sboomerìzzati, cosa ho imparato dal primo incontro

Digitale uguale incubo. Digitale uguale annaspare. Digitale uguale stanchezza. Digitale uguale dominio. Digitale uguale overload di informazioni. Ma digitale anche uguale a democrazia. Sono alcune delle parole chiave che sono emerse dal confronto che ho avuto durante il primo incontro di Sboomerìzzati con gli iscritti al corso. Una fotografia chiara di quella che è la sensazione che molte persone hanno quando si devono confrontare con internet. Le informazioni sono troppe e gestirle (sia quelle che pubblichiamo, sia quelle di cui usufruiamo) può creare disagio.

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Giornalismo digitale, l’ultima frontiera dello sfruttamento

Si chiama sfruttamento 2.0 e darà la botta definitiva alla professione di giornalista. Questo post arriva dopo settimane di riflessione e dopo numerose segnalazioni che ho ricevuto. Si sa, il mondo dei giornalisti è un mondo dentro il quale il dibattito sulla condizione della professione è in continuo sviluppo. Il peccato è che questo dibattito spesso sia tra i professionisti e non tra chi invece potrebbe realmente regolamentare un mestiere che negli anni è cambiato e che cambierà ancora in futuro.

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Quattro motivi per cui ho deciso di silenziare whatsapp

In un mondo che corre, io ho deciso di provare a camminare. Mi sono reso conto che la maggior parte dello stress che accumulo è dovuto agli stimoli che mi arrivano dai dispositivi digitali. Soprattutto dalle notifiche del cellulare. Lo schermo che si illumina in continuazione è una fonte di distrazione, ma anche di allerta costante. Questa mattina allora ho deciso di silenziare le notifiche di whatsapp.

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Torniamo all’analogico, ma senza demonizzare il digitale

Passiamo sempre più tempo con il naso rivolto verso lo schermo del nostro smartphone e sempre meno con gli occhi rivolti verso gli occhi di un’altra persona. Lo so, detta così sa molto di retorico, ma è vero. Io è da un po’ di tempo che sento l’esigenza di tornare all’analogico e non credo di essere l’unico. Sia ben chiaro, non sto demonizzando il digitale, ma forse è arrivato il momento di disintossicarsi.

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Ho comprato un cd e mi è piaciuto!

Ho fatto una cosa da boomer: questa mattina sono andato in negozio e ho comprato un cd. Per ascoltare l’ultimo album di Francesco Guccini non avevo altra scelta perché lui ha deciso di distribuire questo nuovo lavoro solo su supporto fisico. L’operazione però non è andata affatto male, infatti in meno di un mese l’album è diventato disco d’oro che vuol dire che ha venduto 50mila copie.

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Finalmente ho dovuto usare l’agenda: abbandoniamo il digitale per il reale

La mia agenda è tornata a vivere. Dopo tre mesi e mezzo di pagine bianche, finalmente questa mattina è tornata a essere bagnata dall’inchiostro della mia penna. In realtà era dalla fine della settimana scorsa che ero accarezzato dall’idea di estrarla dalla tasca dello zaino dentro la quale è stata in questi mesi, ma per una sorta di scaramanzia ho desistito. Continua a leggere “Finalmente ho dovuto usare l’agenda: abbandoniamo il digitale per il reale”

Ecco perché ho voluto stampare le fotografie delle vacanze

In queste settimane di riposo meritato ho meditato tanto, soprattutto grazie agli spunti delle persone che conosco e che gravitano attorno al mio mondo. Tranquilli, questo non è un post per parlare dei massimi sistemi e del senso della vita; questo è pur sempre un blog che tratta di comunicazione, social, narrativa e cose simili. Continua a leggere “Ecco perché ho voluto stampare le fotografie delle vacanze”

Ecco perché Paramount Channel è un progetto già superato

Il 27 febbraio ha aperto i battenti Paramount Channel, canale televisivo interamente dedicato a film e serie televisive! Sul 27 del digitale terrestre adesso potrete disporre di un catalogo ricco di oltre 1.000 ore di film. Quello che però oggi viene definito come un progetto innovativo in realtà è già superato e vi spiego il motivo. Continua a leggere “Ecco perché Paramount Channel è un progetto già superato”

Editoria e crisi: Robin Edizioni tra digitale e scrittori social

Cosa fare per battere la crisi del mercato editoriale? Una delle possibili strade è quella scelta da Robin Edizioni che nell’anno delle sue nozze d’argento ha rivoluzionato il suo modo di fare editoria trasferendosi da Roma a Torino, scegliendo il mercato digitale e selezionando scrittori dal profilo moderno! Abbiamo cercato di capire le motivazioni che stanno alla base della loro rivoluzione! Continua a leggere “Editoria e crisi: Robin Edizioni tra digitale e scrittori social”

Questo è forse il momento più basso del giornalismo italiano

giornalismoE poi a un certo punto bisogna anche guardarsi in faccia e dirselo chiaramente: il problema più grosso del giornalismo è la superficialità con la quale in molti lavorano. Sarebbe ora di ammettere che se le bufale hanno così tanto successo tra i lettori digitali, forse, il motivo è che l’informazione tradizionale ha perso tanta credibilità. Il Sole 24 Ore domenica pubblicava un articolo che ha avuto grande consenso tra gli addetti ai lavori, il titolo era “È la bufala bellezza“. In questo articolo, che vi consiglio di leggere, in qualche modo viene descritta la connessione tra bufale e casse del mondo editoriale. Continua a leggere “Questo è forse il momento più basso del giornalismo italiano”