Bufale, urlacci e social network: ecco perché non è la rete che è cattiva!

Attenti che state guardando al dito e non alla Luna. A cosa mi riferisco? Al dibattito, ormai stopposo e ripetitivo, sulla rete che è cattiva, rancorosa, ignorante e che condivide solo bufale. Ecco, questo è il dito; adesso proviamo a cercare di guardare la Luna.  Continua a leggere “Bufale, urlacci e social network: ecco perché non è la rete che è cattiva!”

Atti osceni in luogo privato: erotismo e sentimento tra i tormenti di un bambino

Raramente ci si trova davanti a un libro così bello da mettere in discussione la legittimità della propria passione! È quello che mi è successo quando ho letto l’ultima parola scritta da Marco Missiroli in Atti osceni in luogo privato. Mi spiego meglio! Continua a leggere “Atti osceni in luogo privato: erotismo e sentimento tra i tormenti di un bambino”

Ho aperto un nuovo blog: mi aiutate a farlo conoscere?

Ciao a tutti, questa è una comunicazione di servizio per tutti gli utenti affezionati a Tempesta di Cervelli. Sarò breve e andrò dritto al punto: a luglio ho aperto un nuovo blog, molto specifico, nel quale sto pubblicando solo ed esclusivamente racconti (e qualche cortometraggio) che ho scritto io. Mi date una mano a farlo conoscere? Continua a leggere “Ho aperto un nuovo blog: mi aiutate a farlo conoscere?”

Su Facebook puoi inneggiare Mussolini, ma non ricordare Carlo Giuliani

Il 20 luglio di ogni anno dal 2001 a oggi ricordo Carlo Giuliani, il ragazzo che durante il G8 che si svolse a Genova venne ucciso da un carabiniere. Carlo Giuliani morì a 23 anni e la sua storia la conosciamo tutti. Io oggi però voglio utilizzare il suo ricordo (e spero che nessuno me ne vorrà) per lanciare una riflessione che giorno dopo giorno sento sempre più urgente. In fondo ricordare tanto per ricordare serve, ma a poco; meglio se il ricordo può essere una spinta per il cambiamento. Continua a leggere “Su Facebook puoi inneggiare Mussolini, ma non ricordare Carlo Giuliani”

Amico e compagno che fai l’alternativo, guarda che ti sei imborghesito pure tu

«Meno male che sono uscito prima che arrivasse il caldo perché dentro è infestato. Una volta ne ho vista una in cella e non sai quanto ho faticato a prendere sonno la notte. Quelle bestie si arrampicano» – le bestie sono le blatte e lui è un ragazzo, quasi trentenne, che sta cercando di riprendere in mano la propria vita. Anche se con un trascorso come il suo è davvero difficile. Continua a leggere “Amico e compagno che fai l’alternativo, guarda che ti sei imborghesito pure tu”