Barriere digitali: 1 italiano su 5 non riesce a navigare online

Chiamiamole pure barriere architettoniche digitali. In Italia una persona su cinque ha difficoltà a navigare sul web. Le cause sono molte, tra queste istruzioni poco chiare o mancanti, la lentezza della rete e i siti che non sono ottimizzati per la navigazione da smartphone. 

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Addio click facili: l’AI di Google sta rivoluzionando il web

Prima di continuare a leggere questo post DEVI fare la seguente operazione: apri sul tuo computer il motore di ricerca che utilizzi solitamente per navigare su internet; vai su Google; lancia cinque (5) differenti ricerche. Lanciale su cinque finestre diverse. Una volta fatto questo, puoi tornare qui e leggere questo post.

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Sboomerìzzati, cosa ho imparato dal primo incontro

Digitale uguale incubo. Digitale uguale annaspare. Digitale uguale stanchezza. Digitale uguale dominio. Digitale uguale overload di informazioni. Ma digitale anche uguale a democrazia. Sono alcune delle parole chiave che sono emerse dal confronto che ho avuto durante il primo incontro di Sboomerìzzati con gli iscritti al corso. Una fotografia chiara di quella che è la sensazione che molte persone hanno quando si devono confrontare con internet. Le informazioni sono troppe e gestirle (sia quelle che pubblichiamo, sia quelle di cui usufruiamo) può creare disagio.

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Il dolore in diretta: da Rotten al Truman Show

Nell’era digitale del 56k (il modem ultralento che si accendeva con una levetta sul resto e che ha dato origine all’internet) c’era un sito internet che qualsiasi quindicenne guardava. Si chiamava Rotten.com ed era una galleria di immagini dell’orrido; si trattava di fotografie (all’epoca caricavi solo le foto) di cadaveri, autopsie, deformazioni, atti sessuali. Vi sto parlando del 1996 e gli utenti già all’epoca cercavano contenuti forti, indecenti. Perché vi racconto questo? Ora ve lo spiego.

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Grazie a DAZN l’Italia scopre l’emergenza digital divide

È evidente che si tratta di una provocazione, ma è una provocazione molto interessante. A lanciarla è l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM) e lo fa il giorno dopo l’inizio del campionato di serie A. La questione? Il fatto che a 10.000.000 di italiani manca la Banda Ultralarga. Continua a leggere “Grazie a DAZN l’Italia scopre l’emergenza digital divide”

Bufale, urlacci e social network: ecco perché non è la rete che è cattiva!

Attenti che state guardando al dito e non alla Luna. A cosa mi riferisco? Al dibattito, ormai stopposo e ripetitivo, sulla rete che è cattiva, rancorosa, ignorante e che condivide solo bufale. Ecco, questo è il dito; adesso proviamo a cercare di guardare la Luna.  Continua a leggere “Bufale, urlacci e social network: ecco perché non è la rete che è cattiva!”

Ma quale rivoluzione digitale: 6 italiani su 10 non navigano quotidianamente!

Ieri l’ISTAT ci ha detto che sei italiani su dieci non si connetto quotidianamente a internet. Tra l’altro lo ha fatto utilizzando un sito che è a dir poco brutto! Un dato che dovrebbe far meditare chi come noi vive di comunicazione e web. Perché? Ora te lo spiego! Continua a leggere “Ma quale rivoluzione digitale: 6 italiani su 10 non navigano quotidianamente!”

Informazione digitale, siti chiusi e a pagamento: è arrivato il momento?

E se avesse ragione Luciano Fontana, il direttore de Il Corriere della Sera? E se veramente non fosse arrivato il momento di dirsi che è il momento di tirare fuori il coraggio e di chiudere i siti internet ai soli utenti registrati e abbonati? Se veramente una buona fetta del mercato dell’informazione sarà retta sulle spalle del giornalismo digitale, questo vuol dire che è arrivato il momento di affrontare il discorso seriamente! Continua a leggere “Informazione digitale, siti chiusi e a pagamento: è arrivato il momento?”

Testimoni di Geova e internet: quando la predicazione diventa 2.0!

Quale strategia per il web hanno adottato i Testimoni di Geova? Me lo sono chiesto l’altro giorno quando, tornato a casa, ho trovato dentro la buca delle lettere un volantino che ha strattonato la mia curiosità perché non parlava di religione, ma presentava il sito internet della comunità religiosa. La conseguenza a questa “rivelazione”? Mi sono studiato la loro presenza sul web! Ecco cosa ho trovato. Continua a leggere “Testimoni di Geova e internet: quando la predicazione diventa 2.0!”