I simboli, la pasquetta a casa e il primo maggio da salvare

A me della pasqua non è mai interessato molto, come dell’epifania e del natale in fondo. Io non credo e le feste religiose non mi hanno mai affascinato. Non ci vedo neppure quel velo romantico e poetico che solo il simbolismo portato all’estremo riescono a creare. Per me sono giorni come altri durante i quali, tra l’altro, non sono solito neppure festeggiare con la famiglia. La pasquetta però è tutta un’altra questione. Continua a leggere “I simboli, la pasquetta a casa e il primo maggio da salvare”

Il coronavirus, la mia pigrizia e l’elenco di quel che non ho fatto

Questa riflessione, e il relativo elenco, nasce da alcuni fattori che mi caratterizzano: in primo luogo, anche se estremamente pigro, sono anche una persona che si annoia facilmente e dunque sono intasato di cose da fare; in secondo luogo, essendo appunto estremamente pigro, rimando con metodo e organizzazione al domani tutto quel che posso. Un ragionamento che funziona in tempo di pace, ma che il coronavirus ha mandato (in v***a) a rotoli. Continua a leggere “Il coronavirus, la mia pigrizia e l’elenco di quel che non ho fatto”

Il coronavirus, internet e l’informazione: cosa è cambiato secondo me

Il coronavirus come ha cambiato il mio modo di fare giornalismo? È la domanda che mi è stata posta dalla Città Metropolitana di Torino che sta proponendo alla cittadinanza una serie di interviste sul tema a diversi professionisti del mondo della comunicazione. Continua a leggere “Il coronavirus, internet e l’informazione: cosa è cambiato secondo me”

Il coronavirus, il caffè e cosa ho scoperto di me

Questa mattina mentre mi stavo versando la seconda tazzina di caffè ho realizzato una cosa e un po’ mi sono stupito. Mi sono reso conto che questo coronavirus è un po’ come Thanos, il cattivo degli Avengers: è una grande merda, ma ha anche effetti collaterali che ci porteremo dietro anche dopo e che ci serviranno a migliorare noi stessi. Continua a leggere “Il coronavirus, il caffè e cosa ho scoperto di me”