Giornalismo digitale, l’ultima frontiera dello sfruttamento

Si chiama sfruttamento 2.0 e darà la botta definitiva alla professione di giornalista. Questo post arriva dopo settimane di riflessione e dopo numerose segnalazioni che ho ricevuto. Si sa, il mondo dei giornalisti è un mondo dentro il quale il dibattito sulla condizione della professione è in continuo sviluppo. Il peccato è che questo dibattito spesso sia tra i professionisti e non tra chi invece potrebbe realmente regolamentare un mestiere che negli anni è cambiato e che cambierà ancora in futuro.

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La storia di Fabrizio Romano e come cambia il giornalismo

Chiunque segua il calciomercato saprà di cosa sto parlando. Quasi tutte le notizie date in questa lunga estate di trattative sono state certificate sempre dalla solita frase che era: ‘Come scritto da Fabrizio Romano’. Tanto che a un certo punto anche io mi sono domandato chi fosse questo Fabrizio Romano e da quel che capisco sono uno dei pochi che non lo conosce.

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Informazione digitale: vale più un click o un buon contenuto?

Uno dei tanti falsi miti che vorticano attorno al mondo del digitale è quello dei testi brevi, anzi brevissimi. Si dice che il lettore digitale non abbia tempo e che i produttori di contenuti debbano risolvere tutto in poche battute. A mio avviso siamo davanti alla boiata delle boiate. In che senso? Nel senso che ci sono due tipi di lettori: quelli che vogliono sapere tutto subito e quelli che sono disposti a spendere il proprio tempo per avere un’informazione più completa. A questi ultimi un certo tipo di mondo digitale non guarda e fa male, perché così facendo non rende il proprio canale un canale di valore.

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L’intelligenza artificiale ruberà il lavoro? Se lo pensi è un problema

Se anche tu pensi che l’intelligenza artificiale ti porterà via il lavoro, vuol dire che non hai gran considerazione di quel che fai. Lo so, è una provocazione, ma in un certo senso è così anche se il discorso è complesso e prematuro.

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Il profumo dell’erba, i presidenti ruspanti e il giornalismo

Ho fatto un salto indietro nel tempo di più di vent’anni, a quando ho cominciato a fare questo mestiere dai campi di periferia. Ricordo la prima partita seguita a Castagnole e il caldo pazzesco. Eravamo a inizio stagione e si giocava un turno preliminare di Coppa Italia. Avessi voglia potrei andare a recuperare senza difficoltà quel ritaglio di giornale.

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“Io mi informo su Instagram”: questo è il futuro del giornalismo?

“Io ormai mi informo su Instagram”, mi dice una ragazza. “Se vuoi capire veramente cosa è successo, vai su Twitch e ascolta cosa dicono loro”, aggiunge il giorno dopo un altro ragazzo nel bel mezzo di una accesa discussione sul calcio. Tutto questo a poche ore dall’ultimo corso di aggiornamento dell’ordine dei giornalisti durante il quale si è parlato di informazione digitale, in modo sbagliato.

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A Torino “In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra”

«L’attività del fotoreporter è ancora oggi, nell’immaginario di tutti, svolta prevalentemente da uomini. Di fatto non è così. Ci sono numerose donne che affrontano lo stesso lavoro con grande forza e coraggio. Professioniste che seguono azioni di guerra ed emergenze in tutto il mondo e che raccontano attraverso i loro scatti le realtà difficili dei diversi continenti» – donne che Andreja Restek, giornalista e fotoreporter torinese, ha voluto raccontare con la mostra fotografica “In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra che si potrà visitare a Torino, a Palazzo Madama, dal 7 ottobre al 13 novembre. Continua a leggere “A Torino “In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra””

Torino non è più una città per lavoratori del mondo della comunicazione!

Forse è arrivato il momento di dirselo: Torino per chi fa editoria, giornalismo e comunicazione non è più una piazza in grado di creare opportunità e crescita professionale. Gli ultimi anni hanno gambizzato le possibilità dei professionisti del settore e il lavoro ormai deve essere ricercato in altri luoghi. Continua a leggere “Torino non è più una città per lavoratori del mondo della comunicazione!”